Archivio per ottobre, 2008

Di là dal Nilo e tra gli alberi

Posted in I nostri viaggi, Nord Africa with tags , , , , , on ottobre 30, 2008 by guatantavara

L’Egitto scorre accanto al Nilo e si lascia guardare in silenzio come fosse fatto solo di memorie lontane.

L’Egitto lo vedi scivolare di là dal Nilo e tra gli alberi come un carillon senza musica.

Tra le tante strade che possiamo percorrere quella dello scivolare immobili e vedere la vita che ti scorre accanto è la strada che sento più vicina a me.

I colori sono caldi come oro e freddi come cieli senza atmosfera.

E la strada del fiume è come a riprendere se stessi

C’è un ponte bellissimo, lungo il Nilo, che si avvicina con la lentezza di una notte insonne.

Ci sono riflessi che si perdono dove non arriva nessuno sguardo.

Tramonti che si nascondono dietro le grazie assopite del passato.

Lingue di erba, sopravvissuta alla razzia del tempo.

Palme che ti ci perderesti dentro come un’avventura non cercata.

Ci sono colori che sembrano nuvole tuffate nel mare.

Algori di immobilità

Pastelli che colorano il calare della sera, come disegni fluorescenti

Di là dal Nilo ci sono alberi che formano oasi inaccessibili come i sogni dei bambini

Meraviglie che poi ti restano dentro negli inverni del cuore

Si incontrano villaggi che hanno i colori di circhi senza clown.

La sabbia gioca a confondere il blu profondo del mondo

Sembra il fondale di un teatro senza sipario

E il fiume diventa fuoco, come lava placida

Pensi al limo che leggevi sui sussidiari della terza elementare

Paesaggi che potrebbero vivere nei quadri di pittori inesistenti

Oscurità degne di altri mondi

Onde che ti accompagnano fino alla fine del viaggio

a salutare la piccola nubiana che ti guarda scomparire per sempre…

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Le strade dell’incertezza

Posted in Strade inventate with tags , , on ottobre 20, 2008 by guatantavara

Le strade dell’incertezza sono più certe di quelle delle vite sicure. Sono piene di cose che non ti aspetti e ancora dipiù di cose che non controlli e ancora e ancora di più di cose che non vorresti e ancora di più e di più di cose che ti fanno schifo. Sono piene di malumori e malinconie, di rabbia e di affanni, di pazienza e di inganni. Però poi, ogni tanto, le strade dell’incertezza sono piene di cose che vorresti che succedessero e infatti succedono. Come accendere la radio proprio appena sta cominciando questa…

Questo Blog non è facile da mantenere curato e così ogni tanto mi sembra di stare in un giardino incolto che a poco a poco diventa prato e poi campo e poi selva e poi deserto e poi foresta e poi giungla. Proprio come le strade dell’incertezza..

Anime migranti

Posted in Strade in versi, Strade inventate with tags , , , on ottobre 6, 2008 by guatantavara

Ci sono bellezze che oscurano anche la mia ineguagliabile vanità.
Versi davanti ai quali, come posto davanti al bivio fra trapassati futuri e futuri stra-passati, non riesco nemmeno a decidere se vorrei averli scritti io o dedicarli al volo silenzioso delle anime migranti.
Come fossimo alzavole che disseminano di nonnulla le strade di continue migrazioni, rari alberi, ciuffi d’ombra nel deserto, isole su cui fermarsi a riposare nel loro viaggio interminabile, fino alla scogliera selvaggia su cui, tra mille, cercano il ricordo dell’anno prima e ne riescono ad amare persino l’assenza.

Insomma, ecco, la strada più bella può essere piena di vive inesistenze… quindi rifatevi della bocca amara, del sangue amaro, delle amarezze e di tutto quanto avete di amaro (tranne la cioccolata) con questo Montale…

Accade
che le affinità d’anima non giungano
ai gesti e alle parole ma rimangano
effuse come un magnetismo. È raro
ma accade.

Può darsi
che sia vera soltanto la lontananza,
vero l’oblio, vera la foglia secca
più del fresco germoglio. Tanto e altro
può darsi o dirsi.

Comprendo
la tua caparbia volontà di essere sempre assente
perchè solo così si manifesta
la tua magia. Innumeri le astuzie
che intendo.

Insisto
nel ricercarti nel fuscello e mai
nell’albero spiegato, mai nel pieno, sempre
nel vuoto: in quello che anche al trapano
resiste.

Era o non era
la volontà dei numi che presidiano
il tuo lontano focolare, strani
multiformi multanimi animali domestici;
fors’era così come mi pareva
o non era.

Ignoro
se la mia inesistenza appaga il tuo destino,
se la tua colma il mio che ne trabocca,
se l’innocenza è una colpa oppure
si coglie sulla soglia dei tuoi lari. Di me,
di te tutto conosco, tutto
ignoro.

I♥NY

Posted in I nostri viaggi, Le nostre strade, USA with tags , , , on ottobre 2, 2008 by guatantavara

Non era NYC la città più lontana dal mio concetto di vita? Non erano le sue strade le fredde anonime larghe strade tutte uguali inutili opulente che detestavo? Avessi giocato a dadi con le strade del mondo, avrei dato il 6 alle vie che portano a Alice Springs, il 5 l’avrei assegnato alla spianata davanti a Ulan Bator (ci sarà una spianata davanti a Ulan Bator, no?), il 4 a Bukhara, il 3 magari alle strade che portano a Ushuaia, nel sud del mondo che più sud non può esistere e così via, assegnando pure qualche punticino alla salitella di Saracinesco, sperando di incontrare una delle circa 170 anime che ci vivono in santa pace… ma mai avrei pensato di dare più di zero alla Fifth Avenue, o al Ponte di Brooklyn… che tutt’al più mi ricordava la gomma da masticare.

E invece eccomi qui, a raccontare la notte per le strade di New York. A trovarle affascinanti come entrando nel set di vite così lontane dalle mie da sentirle come l’altra parte di me.

Per ora qui ci saranno solo le strade della notte e dei suoi colori, perché poi, quando farà giorno ci saranno tutti altri colori da raccontare

 

 

 

 

 

 

Per ora vi voglio raccontare la sfida al traffico ininterrotto per rubare qualche lampo di luce al buio

Le strade di New York sono ombre di pensieri in controluce

ricordi di scene inesistenti, che sappiamo essere ma non sappiamo dove.

l’anima nera di minacce che non sappiamo riconoscere (ricordate Duel?). Da vivere come dietro il palcoscenico in un teatro o, al contrario, come se fosse sospeso nell’aria, angeli cherubini in bilico alle porte dell’inferno.

Le strade di New York sono dense come anime da stringere nel buio

piene di segreti come corpi sconosciuti

scie che ti passano davanti come ombre cinesi sul muro dei pensieri

riflessi di ordinarie ossessioni

Sembra sempre di essere in attesa dell’invasione di ultracorpi

Non si dorme mai per le strade di New York, e il giorno è solo l’intervallo tra due notti.