Archivio per Canarie

Lungo le strade dei Guanci – Capitolo 6 – Fuerteventura, tracce del tempo

Posted in Europa, I nostri viaggi, Le nostre strade with tags , , , , , , on ottobre 21, 2011 by guatantavara

La storia di Fuereteventura si scrive sui muri bianchi, immacolati, come se lavagne del tempo stessero lì, ad aspettare il sole che si mette filo filo a far risaltare le più piccole imperfezioni. A scriverci memorie.

Capitolo 5 – Fuerteventura, tracce del tempo

Chapter 6 - Fuerteventura, Traces of time (#1): History whiteboard

Betancuria ha un nome che ricorda i conquistatori di passaggio. Mecenati o massacratori che fossero ognuno ha lasciato un segno. E ora sembra un piccolo villaggio costruito dai bambini nei cortili di scuola, esercizi di stile e colore. Così immacolato che non si può nemmeno parlare per non sciuparlo

Chapter 6 - Fuerteventura, Traces of time (#2): Towards the sky

A Betancuria, davanti alla Iglesia de Santa María lo sguardo va sempre verso il cielo, forse perché non si riesce a sostenere il bianco candido dei muri, l’ocra dei mattoni e il gioco sacro delle ombre. Così non resta che alzare gli occhi verso l’azzurro, sospinti dalle geometrie degli angoli, come se si fosse proiettati verso il punto di fuga della redenzione

Chapter 6 - Fuerteventura, Traces of time (#3): Holy colors

Tutti i colori di Betancuria hanno la sacralità delle minuziose mani che li hanno creati. Cure amorevoli che mettono insieme pezzo dopo pezzo la storia dei Guanci e delle loro sconfitte.

Chapter 6 - Fuerteventura, Traces of time (#4): Dark&White

E ora, solo il silenzio accompagna i passi lungo le strade. Tutto il resto se l’è portato via il vento di Fuerteventura

Chapter 6 - Fuerteventura, Traces of time (#5): Puzzle with blocks of time

Sembrano puzzle fatti con pezzi di storia le strade di Betancuria.
I muri bianchi giocano con i mattoni scuri come il giorno fa con la notte, come la memoria fa coi ricordi, come l’amore dei popoli fa con l’odio della gente. Come la storia di incontri tra civiltà fa con la sopraffazione degli invasori

Chapter 6 - Fuerteventura, Traces of time (#6): There! On the orizon, the freedom

La libertà di Fuerteventura la intravedi laggiù all’orizzonte, sul mare che ruba l’azzurro del cielo, lasciando il tuo sguardo di qua, felice di quello spicchio di vita che vedi a forma di vela

Chapter 6 - Fuerteventura, Traces of time (#7): A vague sense of peace catches you

E un vago senso di pace ti prende. Sarà per i colori disegnati sottovoce dal sole, sarà per le forme semplici per le palme sottili, piene di pennelli, che lasciano solo segni leggeri

Chapter 6 - Fuerteventura, Traces of time (#8): perfection of (some) human minds

La storia di Fuerteventura sbatte contro le reti che separano la terra dall’altra parte del mondo. Sono sipari che tolgono spazio al mare, barriere che nessun oceano può superare, vele che nessun vento può trascinare, nessun pensiero penetrare.
Se ne stanno lì, tra i colori del mare, ad aspettare venti nuovi

Chapter 6 - Fuerteventura, Traces of time (#9): Freedom, again

La storia di Fuerteventura finisce sui muri, ferite lasciate dai fili spinati del tempo. Sono come ricordi indifesi, avvinghiate edere della memoria, uniche ombre che trovi lungo cammini assolati. Punti fissi di una vita che non sai più raccontare.

Chapter 6 - Fuerteventura, Traces of time (#10): Breaking the established order

“E poi saran le ultime ormai”

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Lungo le strade dei Guanci – Capitolo 5 – Fuerteventura, calma e furore

Posted in Europa, I nostri viaggi, Le nostre strade with tags , , , , , on ottobre 14, 2011 by guatantavara

Fuerteventura è il quinto capitolo del mio viaggio alle Canarie. Anche in questo caso, come per El Teide, non ci sono fotografie che possano rendere davvero l’idea dei luoghi. E’ solo dopo che ci si è fatti tormentare dal vento, aver calpestato le immense distese di spiagge e deserti (che a volte si confondono) o girovagato per le tortuose strade interne che si può capire – una volta davanti alle immagini, ai colori indicibile dell’Atlantico – cosa davvero abbiamo visto.

Capitolo 5 – Fuerteventura, calma e furore

Chapter 5 - Fuerteventura, the calm and the wildness (#1): Unspeakable levels of blue

Il racconto di questo viaggio è solo un lungo filo che si muove sul crinale dello sguardo, in bilico tra memoria e immaginazione. E ci fa riscoprire mondi inesplorati, come messaggi subliminali, inavvertitamente raccolti lungo la strada.

Chapter 5 - Fuerteventura, the calm and the wildness (#2): Marine trophies

Alla Punta de Jandia trovi i cimeli del mare attaccati alle baracche, trofei che dopo giorni e giorni di abbandono al mare riporti a terra. Vincitore o sconfitto non importa, basta averlo sfidato il mare, avergli rubato i colori indicibili e restituirli alla tera arida e polverosa.
Come può tanto colore sfinirsi così nella desolazione delle montagne?

Chapter 5 - Fuerteventura, the calm and the wildness (#3): Lilliput and Blefuscu

Puerto de la Cruz non esiste. Se lo inventa il viaggiatore perché il mare là sotto è troppo grande e troppo selvaggio per non cercare un riparo tra la calma delle piccole case bianche.
Sembra Lilliput, paese in miniatura appoggiato sulle pietre arrotondate dal mare.
Puerto de la Cruz esiste solo per dividere il mondo in due, di qua il silenzio della baia, di là l’urlo delle onde, di qua la vita dolce e rumorosa solo del pallone calciato dal bimbo, di là il frastuono di un’epoca che non riconosco come mia.
Eppure, anche se non esiste, Puerto de la Cruz sta lì, sulla punta estrema di un’isola estrema, dentro un mare estremo, che solo chi ha il coraggio di non guardarsi indietro può scoprire

Chapter 5 - Fuerteventura, the calm and the wildness (#4): Scenes of daily Ocean

Sono le scene di quotidiano oceano quelle che ti rimangono più impresse di Puerto de la Cruz. Panni stesi al sole che sventolano come bandiere di vita, sorvegliati dal faro guardiano della Punta de Jandia, arbitro delle onde che si rincorrono spruzzando gocce di sale sulla pelle. Come sempre il rumore della natura si mischia al silenzio dei corpi. Scene di piccoli elementi da ricomporre nella memoria, per ritrovarsi.

Chapter 5 - Fuerteventura, the calm and the wildness (#5): The Little Mermaid

E’ semplicemente l’oceano, quello che viene incontro al viaggiatore alla Punta de Jandìa. Con le sue onde bianche lo raggiunge ovunque egli sia, provenendo dal centro sconosciuto del mondo, laggù dove in un tempo passato c’era Atlantide. Vanno a scontrarsi, le onde bianche, con la spiaggia nera, lava scesa lentamente fin lì da qualche vulcano scomparso, sbriciolata, allisciata e corrosa dal vento e dal mare e ora rimasta a formare cerchi concentrici di colore come quelli disegnati da un sasso lanciato nell’acqua

Chapter 5 - Fuerteventura, the calm and the wildness (#6): Simply Ocean

Il viaggiatore è infinitamente piccolo, sperduto dentro la Costa de sotavento, così come la spiaggia attorno è inifinitamente grande. Camminarci è come stare su un foglio di carta, dove i passi sono la scrittura della memoria. Tracciano segni che si intrecciato tra loro come le vie dei canti dell’altra parte del mondo. Perché in fondo non c’è nel mondo una parte o l’altra, ma solo le piste del sogno, Messe insieme formano un unico labirinto di ricordi, infinitamente piccolo per il mondo, infinitamente grande per noi

Chapter 5 - Fuerteventura, the calm and the wildness (#7): Infinitely small as well as infinitely large

Chissà perché in certi posti non si può non sentirsi legati per sempre a chi li vive con noi. Sono i posti in cui impariamo a condividere quello che sentiamo, dove capiamo che il vento, il rumore del mare, quello che la marea lascia ai nostri piedi, non sono lì per noi soli, né per noi “da soli”, e anche se lo siamo davvero da soli, sappiamo che esserci in quel preciso momento e in quel preciso punto del mondo, sarà esserci stato per sempre e ovunque.
Così è alla Costa de sotavento a Fuerteventura

Chapter 5 - Fuerteventura, the calm and the wildness (#8): how can't I tell you that I love you?

Cammina e cammina si arriva dove nasce il vento, dove lo sfinimento diventa gioia.

Chapter 5 - Fuerteventura, the calm and the wildness (#9): marching towards the wind

Dove ci si sente come quel piccolo granello di sabbia, eppure si sfida il mare.

Chapter 5 - Fuerteventura, the calm and the wildness (#10): Walkabout