Archivio per Venezia

Come la luna questa notte sia sopra noi giunta, ci porremo in via

Posted in Strade inventate with tags , , , , , , , , on luglio 20, 2009 by guatantavara

Gli è ver che ti bisogna altro viaggio
far meco, e tutta abbandonar la terra.
Nel cerchio de la luna a menar t’aggio,
che dei pianeti a noi più prossima erra,
perché la medicina che può saggio
rendere Orlando, là dentro si serra.
Come la luna questa notte sia
sopra noi giunta, ci porremo in via.

When the Sun dies (solar eclipse in 1999)

Melancholy #2

Dedicated To The Moon #4

Dedicated To The Moon #1

Dedicated To The Moon #2

Dedicated To The Moon #3

Lights  and Moonshadows

Poteva mancare oggi – 20 luglio 2009 – la luna lungo Guatan Tavara?

Il più bel simbolo per chi nulla tema della follia

l’unico spicchio di mondo che riesci a guardare quando sei da solo

Alone #1

Alone #2

Spicchio

Tre quarti

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Callejón Soledad

Posted in Guatan Tavara, Piccoli ricordi di strada, Strade inventate with tags , , , , , , , on dicembre 30, 2008 by guatantavara

Guatan Tavara chiude l’anno con un salto tra le strade di coloro che non hanno mani da stringere lungo il cammino. Non è una deviazione ma una tappa obbligata, non è un momento di tristezza ma di lucidità, non è dedicata a nessuno, essendo dedicata a tutti. E la Guatan Tavara che l’attraversa potrebbe essere dedicata, casomai, a chi non la potrà mai leggere.

E’ la strada delle nostre solitudini. Perché dentro la solitudine c’è il sole? In spagnolo suona meravigliosamente…  soledad… sembra il nome di una creatura mora, dagli occhi enormi con dentro il mondo. Perché dentro la solitudine c’è sempre tutto il mondo.

Passando per Callejón Soledad sembra di entrare in un luogo dove il tempo siamo solo noi.

E invece del sole ci puoi spesso trovare la nebbia. Soffice come si chiamasse  Loneliness Alley

solitudini-soledad-loneliness-solitude-8

o ci si trovasse sperduti di fronte a noi stessi come nella piana davanti Ashepsut

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o sul promontorio di Giza a perlustrare il nulla

Loneliness #2

Lungo Allée Solitude non si parla mai, si ascolta il suono del mondo,
Path

si guarda lontano eppure non si vede molto più in là di se stessi,
come quando sotto la pioggia non si guarda altro che l’anima che se ne resta in silenzio
On a rainy day #3

spesso non si vede neanche quello… e non c’è bisogno di essere soli per davvero…

solitudini-soledad-loneliness-solitude-2

Si può stare in mezzo a tanti, nel Vicolo della Solitudine, come pure essere davanti all’infinito del nostro passato, magari solitudini-soledad-loneliness-solitude-3 guardando per terra.

O solo aspettare di riprendere la strada

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Passarci e ripassarci cento volte, lungo i selciati umidi e bagnati delle nostre Venezie di smemorati

solitudini-soledad-loneliness-solitude-4

i pensieri che si frangono sulle scogliere di arcipelaghi tirrenici,
in attesa di… in attesa e basta.

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camminare restando in bilico sulla passerella dei pensieri

Loneliness #4

Seguire le orme di domande inesprimibili…

Walking nowhere

pronti a tornare sui nostri passi senza aver avuto risposte, anzi senza nemmeno averla formulata la domanda…

Ma questa è un’altra storia, che continuerà l’anno prossimo…

Che spero sarà per tutti voi come lo vorrete far essere.

Viandante, sono le tue orme
la strada, nient’altro;
Viandante, non sei su una strada,
la strada la fai tu andando.
Mentre vai, si fa la strada
e girandoti indietro
vedrai il sentiero che mai
più calpesterai.
Viandante, non hai una strada,
ma solo scie nel mare.

Antonio Machado

Venezia mai stata

Posted in I nostri viaggi, Italia, Strade da raccontare, Strade da vedere, Strade inventate with tags , , , on aprile 10, 2008 by guatantavara

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Che le strade di Venezia non sono strade come tutte le altre strade del mondo lo sanno tutti… casomai andirivieni d’onde, riflessi nella notte o echi di passaggio. Sono silenziose come coltellate al cuore. Si alternano lungo i canali tra lune inesistenti e raggi di stelle scure, segnate da argini di gondole inventate dalla nebbia. Abbagliano come stelle senza cosmo. Marchiate da lampioni a forma di malinconia. Si frantumano nell’acqua come speranze. Lasciano che siano i passi a guidarci, a rincorrere tracce di velieri blu sul mare, ombre che si nascondono tra i vetri di Murano e i ghirigori dei gabbiani…

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…Le strade di Venezia sono scie controluce, graffiti sui muri, moltitudini in volo. Pensieri chiusi da sempre per manutenzione