Archivio per Ricordi

Per le strade di Roma (parte seconda)

Posted in Le nostre strade, Piccoli ricordi di strada with tags , , , , on febbraio 14, 2010 by guatantavara

Quando le strade di Roma si tingono di blu è come scendere nelle pieghe del cosmo, dove il blu diventa infinito

Quando per le strade di Roma si affaccia la sera i lampioni rincorrono il sole che va

se ne prendono il colore a rifargli il verso e incantare i gabbiani, che non vadano via

Quando per le strade di Roma si affaccia la sera, i lampioni rubano i colori del sole per ridarglieli il giorno dopo

Quando le strade di Roma si spingono a sera, persino gli angeli si tingono di blu

Quando il fiume di Roma si tinge di blu, pezzi di storia si scaldano come ferri di memorie roventi

che ti portano avanti e indietro a girovagare tra angoli e nascondigli


squarci racchiusi tra l’ametista di vite a forma di pietre preziose

e l’indaco degli arcobaleni del cuore

Per le strade di Roma che aspetta la notte i colori non scappano via,

si rintanano tra le pieghe delle strade,

tra i riflessi amici che le piogge fanno cadere

Quando per le strade di Roma cala la notte, il pittore del freddo se ne sta rincattucciato a disegnare i suoi pensieri da solo

a fare dei suoi sogni ghirigori che si perdono nei riflessi di luoghi mai visti

nella piazza vuota, nel vento ingrato, nell’attesa fuggiasca, nell’adagiarsi sul nulla del tratto del suo carboncino e quel volto,

quel volto che appare solo se lo vuoi far apparire, più vero nel suo disegno che nelle movenze della sera

Le strade di Milano

Posted in I nostri viaggi, Italia, Le nostre strade, Strade da vedere, Strade inventate with tags , , , , , on marzo 21, 2008 by guatantavara

Le strade di Milano luccicano insidiose, tra binari che si inseguono sempre e si incontrano mai, come amori sventati per un soffio

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I portici di Bologna sono pazienti come tasselli di un mosaico

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Le strade di Verona sono schizzi lasciati nella notte
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I ponti di Roma sono sguardi noncuranti affacciati sul tempo, buttati indietro senza fretta

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Sui lungotevere d’inverno sole e vento tormentano i passanti, come platani piegati da ombre e soffi di stanchezza

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Nelle piazze di Roma vedi passi che potrebbero essere tracce di te stesso

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Le calli di Venezia sono evanescenti come ombre all’alba

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Nelle vie di Radicofani vedi i colori tenui di passi che vanno verso dove nessuno sa

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Le strade di Cairano si avvolgono tra loro e accarezzano la terra come domande senza risposta che si rincorrono nell’anima

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Le strade di Orgosolo sono intagli silenziosi disegnati in segreto dalla terra, per nascondersi imprendibili agli sguardi

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Le strade per San Gerardo danno alla terra la scrittura antica dei pellegrinaggi

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Le strade di Epinel sono fredde come sogni tagliati dal coltello dell’insonnia…

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… come l’avventurarsi di passi verso terre d’ombra

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Le strade di Matera sono vuote come cieli costellati di stelle finte

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Il Prato della Valle è come un sogno che ti ritrovi accanto lungo un giorno. Come rami spogliati in controluce. Foglie che al mattino vanno via senza perché

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Le piazze di Trieste sono vuote e solitarie, inganni impietosi sottomessi al dominio di luci gelide come cuori

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Le piazze di Roccagiovine ci sorprendono come film del neorealismo, dimenticate per sempre nelle domeniche fuori porta.
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Piccoli ricordi di strada

Posted in Le nostre strade, Piccoli ricordi di strada, Strade da raccontare with tags , , , on febbraio 28, 2008 by guatantavara

La prima strada che ricordo è una che nemmeno ero nato… e che non ho mai visto se non di sfuggita. Me ne parlava mia madre quando ero piccolo. Era la via dove abitavano i miei prima che nascessi io… Via dell’Umiltà si chiamava, e mi è sempre rimasta impressa per il bellissimo nome che ha… Ovvero, da piccolo non mi sembrava molto bello, e la confondevo, a turno, con tutte le vie a U… Via dell’Umidità, Via dell’Umanità, Via dell’Unità. La immaginavo come una strada alta e stretta e scura, piena, appunto, di umidità e la vedevo attraversata da gente allampanata, scura, con l’ombrello aperto, come i personaggi del Signor Bonaventura. Eppure, così nel centro centro di Roma dove sta, mi attraeva e mi sarebbe sempre piaciuto andarci a vivere. Tanto, pensavo, poi l’umidità la posso asciugare.Così, diventato grande, le strade mi sono continuate a piacere solo per i nomi che hanno… ce ne sono alcuni magici… Piazzetta del Bel Respiro, Via dei Cessati Spiriti, la stupenda Via di Ponte Malnome… che chissà che nome doveva avere davvero. E poi i nomi latini… Vicolo in Publicolis…. e poi…