Archivio per Parco del Pineto

Figure di nuvole in libero volo

Posted in Strade inventate with tags , , , , , , , , , on giugno 4, 2010 by guatantavara

Non sei tu a seguire le nuvole, ma loro che ti portano via
Until the end of the world
Novelle comete della speranza di libertà

About clouds #2
a indicarti la strada che ti porta dove vuoi andare tu
e chi sarà con te ci sarà per sempre

Dove le nuvole si muovono libere c’è sempre un pensiero che si libera

e volteggia sopra la mezzanotte di un nuovo anno dell’anima

Sono figure di nuvole in libero volo
00:00 - The Bang. Fireworks in the sky
ghirigori di spazi senza riposo

Non ci sono sipari davanti alle nuvole
Life backstage
ma quinte di vite che ti lasciano andare via
e si perdono subito dopo
senza nemmeno saperlo

Sulle nuvole camminano gli angeli,
Sunshine at North Cape

e ballano i demoni

sulle nuvole camminano i demoni e ballano gli angeli
al suono notturno di una cora

Sulle nuvole si assopiscono i pensieri
Tribute to the Mountain #1: Gran Paradiso
prima di sparire nel bosco fitto della memoria

Sulle nuvole saltellano a cantilena gioie e disperazioni
Winter graffiti
che ti marcano i giorni come graffiti che sfidano l’inverno

Le nuvole sanno essere delicate
Ceresole Reale 06
come un volto che arrossisce di timidezza

sanno lasciar passare quando vogliono i raggi di un sole stanco
Creation

Le nuvole sanno essere cupe come una malinconia,
Isle of Palmarola #05

Isle of Palmarola #03

A volte sembrano la creazione di un dio poeta,
The Park into the City #2

e si perdono come te davanti all’immobilità del mare del nord
Piccolo atlante illustrato del tempo #3 - Nordkapp 1981

si affacciano danzando sopra i tetti di Parigi
Sous les toits de Paris

Le nuvole sanno essere presagi di morte
The day after #1

Sanno ispirarti notti d’amore senza fine
Cold and Warm
corpi caldi
come tramonti di figure pronte a perdersi nel riflesso di un desiderio

Le nuvole sanno proteggere il riposo dei campi

sanno apparire e sparire per un solo battito d’ali
In the Land of Witchcraft #1
come se nella terra dei sortilegi
si nascondessero streghe compassionevoli
che ti condannano a fissare
occhi di quell’unico azzurro che non sa amare

Le nuvole che incontri lungo la strada ti danno bellezze che i suoi occhi non sanno donarti
How do you deal with life's storm clouds? #1

e ti chiedi come fai ad affrontare le tempeste della vita
How do you deal with life's storm clouds? - #2

How do you deal with life's storm clouds? -  #3

Le nuvole ti indicano il cammino verso costellazioni di colori
Voyage au centre de la Terre
e ti ritrovi nel viaggio interminabile al centro della terra

Fin quando, rubando i colori al sole, le nuvole vanno via
Stealing the color of the sun #3

Stealing the color of the sun #1

vanno a nascondersi dietro finestre che non esistono più
Across the Windows and into the Sky #2

Across the Windows and into the Sky #1

E tutto si avvolge di nuvole bianche,
Almost Black & White #3
che ti porta verso dove il volo dell’andare via
non trova confine

Esistono strade

Posted in Strade inventate with tags , , , , , , , , , , , , , , on maggio 26, 2010 by guatantavara

Esistono strade che nessuno percorre
Going straight on #2
punti di fuga verso nessuna parte del mondo
Eve of alienation #1
senza nemmeno la pietà di voltarsi indietro
The right way
strade che si tengono in bilico su linee rette di irreprensibili pazzie

Esistono strade che si percorrono solo in controluce

accompagnano i bagliori che una sola speranza scatena

Esistono strade così brevi e tormentate
The Roads where the Colours Live #3
da poter solo accompagnare efemere solitarie
nella loro unica notte
a dibattersi attorno alle luci fatue di un sorriso

Esistono strade così silenziose
Path
da nascondersi lassù dove solo un cammino tra le pieghe del mondo
le può trovare

come i pensieri fanno nell’anima

Esistono strade così lunghe e luminose

da raccontare una vita intera
testimoni di destini che si intrecciano come amori senza fine

Esistono strade così strette

da farci passare una vita per volta
The Roads where the Colours Live #2
e se una non basta
ti tocca raccontarla senza lasciare traccia
Leave no human trace
tormentare quel che resta di un incontro lontano
di tutti gli sguardi incontrati per caso
di un respiro rubato dal vento appena uscito dal cuore

Esistono strade che vanno e vengono
The gridlock - L'ingorgo
viavai urlanti di solitudini

Esistono strade che vanno e non vengono mai.

Esistono strade che non arrivano mai
Going straight on #1

Esistono strade che vanno e vengono dalla memoria
portano malinconie e prendono ricordi
The Myth of the Cave
si muovono col passo tremolante di chi ci lascia una parola senza nemmeno un saluto
Petit mémoires #3

Esistono strade dai colori impossibili
Skyline #4: Budapest
protesi al cielo

Esistono strade immerse nella notte del sempre,

che nemmeno il sole riesce a illuminare

Esistono strade che restano sospese verso chissà dove
lasciando il blu del cielo a confondersi nel mare
So far away
e verso il mare se ne restano in attesa di quel passo che manca all’impossibile

Esistono strade lastricate di tempi inesistenti
Ancient pavement
pavimentazioni intessute di inganni
come fossero l’insolubile esercizio dell’assenza

Esistono strade screpolate come terre secche
Forlorn World #3
anime incapaci di sorridere
vene riempite dal nero sangue dell’assenza
ramificazioni di vite svuotate
carcasse a prova di memoria

Esistono strade abbandonate
Forlorn World #2
disseminate di relitti
derelitti cammini che si disfano senza arrivare all’alba

Esistono strade di una bellezza accecante
Ieri andava peggio
che nessuna ombra scalfisce

Per essere albero

Posted in Le nostre strade, Piccoli ricordi di strada with tags , , , , , , , , , , , , , , , , on maggio 3, 2010 by guatantavara

Per
essere albero
devi imparare, almeno una volta,
a essere ombra.

Per essere albero
devi avere la vita che ti scorre dentro,

confonderti tra i colori di mondi che vivono altrove,

Per essere albero
devi saper essere foglia e radice

sfidare il vento, nasconderti dentro la terra.

Saper crescere attorno ai cerchi concentrici della memoria

come il segno di
tempi che
si rincorrono
lungo la vita.

Per essere albero,
per essere davvero albero,
devi saperti protendere al cielo,

saper parlare da solo alla luna,

saperti guardare nel riflesso di un fiordo,

seguire lo scorrere della vita a fianco del fiume.

Come una sequenza ininterrotta di storie da raccontare

Come la luna questa notte sia sopra noi giunta, ci porremo in via

Posted in Strade inventate with tags , , , , , , , , on luglio 20, 2009 by guatantavara

Gli è ver che ti bisogna altro viaggio
far meco, e tutta abbandonar la terra.
Nel cerchio de la luna a menar t’aggio,
che dei pianeti a noi più prossima erra,
perché la medicina che può saggio
rendere Orlando, là dentro si serra.
Come la luna questa notte sia
sopra noi giunta, ci porremo in via.

When the Sun dies (solar eclipse in 1999)

Melancholy #2

Dedicated To The Moon #4

Dedicated To The Moon #1

Dedicated To The Moon #2

Dedicated To The Moon #3

Lights  and Moonshadows

Poteva mancare oggi – 20 luglio 2009 – la luna lungo Guatan Tavara?

Il più bel simbolo per chi nulla tema della follia

l’unico spicchio di mondo che riesci a guardare quando sei da solo

Alone #1

Alone #2

Spicchio

Tre quarti

L’alfa e l’omega (Il mio cammino cercando dove comincia il mondo)

Posted in Strade inventate with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on aprile 18, 2009 by guatantavara

Dove comincia il mondo?

Il mio cammino è iniziato nel punto esatto dove l’alfa

Alpha and Omega - 80214

incontra l’omega

Tribute to the Mountain #2: Sinai

e si è perso e ritrovato nell’infinità numerabile di parole dette e mai ascoltate. Fatiche come ci fossero creature da inventare e mondi da creare

Creation

nell’inutilità di un mondo calpestato, racimolato tra i passi di uno sconosciuto mare d’inverno

Off season beach N° 1

Io, che ho visto l’acqua fermarsi per l’incantesimo della montagna,

The sound of water: Silence

che ho resistito al silenzio capovolto della notte inesistente

Towards Nordkapp - 03

ho camminato in bilico sul ciglio della vita

Sahara 07

come mi fossi perso per sempre
ad ascoltare l’urlo di luoghi più inaccessibili delle menti

The sound of water: Yell

sorprendendo l’altro me stesso ad ascoltare l’assolo di una goccia

The sound of water: Solo

a riposarsi al crepuscolo di un concerto senza spartito

Viola, Contrabas, Cora and Sunset 0038

Io, che ho seguito orme che si perdono nel tempo

Spiagge 050803 0032

che ho cercato di riposarmi dal viaggio guerriero,

Off season beach N° 3

che faccio contro la stanchezza della mia anima migrante

The hermit

una sola sosta ho compiuto, sull’isola di Thaaa,

My Italy in Twenty Episodes - #9 - Piemonte

dove vacillano amori senza ragione, dove un attimo di follia è per sempre saggezza.

Lago Maggiore Isole Borromee

Io, che ho rubato il segreto al vento e ho restituito volteggi al cielo,

Twirling around in the sky

mi sono risvegliato ghiacciato per un sogno di troppo,
fino a planare esausto su pianure di nevi perenni e di abbandoni

My Italy in Twenty Episodes - #5 - Valle d'Aosta

In questo viaggio di dentro, verso paesaggi interni, che faccio tra il levante delle speranze e l’altrove di amarezze

Inner Landscape #03

ho varcato la linea di un luogo che non sapevo

Inner Landscape #05

dove il mio cammino si è fatto incantamento

Enchantment

e non ho più saputo dove andare, se non su prati filtrati dalle luci di un amore consumato lentamente,

Inner Landscape #06

fatto affogare nell’ombra liquorosa di un rimpianto

Inner Landscape #10

e sono tornato indietro

Coming back to reality #3

e mi ritrovo qui, ad aspettare che ricominci il mondo.
A scoprire dietro quale curva si nasconde il giorno quando inizia

Sunset Rail

In quale crepa della madre terra si nasconde l’anima

Forlorn World #3

Lo Spirito del Grande Albero

Posted in Le nostre strade with tags on novembre 28, 2008 by guatantavara

“Lo Spirito del Grande Albero salvi i piccoli alberi che gli stanno attorno,
punisca la scelleratezza dell’uomo bianco,
si vendichi delle offese che non vengono dal profondo ventre della terra,
dal vento o dalla pioggia,
ma dall’orrido precipizio che sta dentro piccole teste che non pensano”


the-spirit-of-the-great-tree

Ecco, questo potrebbe essere un canto di qualche indiano Navajo, di qualche indio amazzonico, di qualche cacciatore siberiano, di qualche aborigeno sperduto attorno ad Alice Springs. Cantato chissà dove e chissà quando. Su una strada che porta altrove. E invece no. E’ di oggi e di qui, di queste terre, di questi tempi e su queste strade. E’ poco più di un gioco di Guatan Tavara per denunciare la scelleratezza dell’uomo verso l’ambiente.
Per una volta, Guatan Tavara, che le strade le canta e le ama, per una volta ci si scaglia contro le strade. Novello Saturno che mangia i suoi figli… Perché, quando per fare una strada si abbattono alberi, nessuna strada sorella può restare indifferente.
Chi conosce le vicende del Parco del Pineto sa a cosa mi riferisco, ma anche chi non le conosce, ma vive in una qualunque delle nostre terre può capirlo. Perché, con il falso scopo di alleggerire il traffico, si sta pensando di abbattere parte della storica pineta che dà il nome al Parco.
Non capendo che più allarghi la strada più macchine passano, più veloci vanno, più traffico creano. In più, sembra proprio che la natura abbia poco da contrapporre a curie e poteri, a pseudovincoli archeologici e realvincoli di interessi economici.

E così ci siamo messi a colorarlo e riempirlo di fate, gnomi, conigli e folletti, ghiande e fate… per farlo apparire nella notte come un sogno…

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e di giorno come un regalo di oro e d’argento…

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Ci siamo messi a respirarlo il Parco, come fosse un bosco orientale

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abitato dalla ragazza del bosco…

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E ci abbiamo camminato dentro, alla scoperta dei suoi segreti che poi segreti non sono, basta solo entrarci dentro senza paura…

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E lo Spirito del Grande Albero si è messo a parlare sconsolato alla luna

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ha sognato i suoi fratelli bruciati e accartocciati come disegni su carta…

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Lo Spirito del Grande Albero protegge commosso i vecchi pini piegati dal tempo, dal vento, dalla tristezza

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E alla fine, ferito, si lascia andare tra i canti

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