Archive for the Piccoli ricordi di strada Category

Per essere albero

Posted in Le nostre strade, Piccoli ricordi di strada with tags , , , , , , , , , , , , , , , , on maggio 3, 2010 by guatantavara

Per
essere albero
devi imparare, almeno una volta,
a essere ombra.

Per essere albero
devi avere la vita che ti scorre dentro,

confonderti tra i colori di mondi che vivono altrove,

Per essere albero
devi saper essere foglia e radice

sfidare il vento, nasconderti dentro la terra.

Saper crescere attorno ai cerchi concentrici della memoria

come il segno di
tempi che
si rincorrono
lungo la vita.

Per essere albero,
per essere davvero albero,
devi saperti protendere al cielo,

saper parlare da solo alla luna,

saperti guardare nel riflesso di un fiordo,

seguire lo scorrere della vita a fianco del fiume.

Come una sequenza ininterrotta di storie da raccontare

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Per le strade di Roma (parte seconda)

Posted in Le nostre strade, Piccoli ricordi di strada with tags , , , , on febbraio 14, 2010 by guatantavara

Quando le strade di Roma si tingono di blu è come scendere nelle pieghe del cosmo, dove il blu diventa infinito

Quando per le strade di Roma si affaccia la sera i lampioni rincorrono il sole che va

se ne prendono il colore a rifargli il verso e incantare i gabbiani, che non vadano via

Quando per le strade di Roma si affaccia la sera, i lampioni rubano i colori del sole per ridarglieli il giorno dopo

Quando le strade di Roma si spingono a sera, persino gli angeli si tingono di blu

Quando il fiume di Roma si tinge di blu, pezzi di storia si scaldano come ferri di memorie roventi

che ti portano avanti e indietro a girovagare tra angoli e nascondigli


squarci racchiusi tra l’ametista di vite a forma di pietre preziose

e l’indaco degli arcobaleni del cuore

Per le strade di Roma che aspetta la notte i colori non scappano via,

si rintanano tra le pieghe delle strade,

tra i riflessi amici che le piogge fanno cadere

Quando per le strade di Roma cala la notte, il pittore del freddo se ne sta rincattucciato a disegnare i suoi pensieri da solo

a fare dei suoi sogni ghirigori che si perdono nei riflessi di luoghi mai visti

nella piazza vuota, nel vento ingrato, nell’attesa fuggiasca, nell’adagiarsi sul nulla del tratto del suo carboncino e quel volto,

quel volto che appare solo se lo vuoi far apparire, più vero nel suo disegno che nelle movenze della sera

Per le strade di Roma (parte prima)

Posted in Italia, Le nostre strade, Piccoli ricordi di strada with tags , , , , on febbraio 11, 2010 by guatantavara

Per le strade di roma capita di incontrare il tempo

quello bello che tinge di marmo la storia

e quello brutto che piove dentro le anime

come fossero pensieri lasciati da soli

per le strade di roma capita di incontrare i riflessi del mondo

quelli belli che lasciano nelle anime il bagliore di un sole che sai sta per arrivare

e quelli brutti che toccano la vita di struscio senza lasciare traccia

per le strade di roma capita di vedere sbiadirsi i colori e colorarsi i pensieri

per le strade di roma capita di incontrarsi per caso

di lasciarsi per noia

di cercarsi per finta

di ritrovarsi per davvero

come in un carosello di bambini

o di fotografi che si accompagnano per strada

per le strade di Roma

Callejón Soledad

Posted in Guatan Tavara, Piccoli ricordi di strada, Strade inventate with tags , , , , , , , on dicembre 30, 2008 by guatantavara

Guatan Tavara chiude l’anno con un salto tra le strade di coloro che non hanno mani da stringere lungo il cammino. Non è una deviazione ma una tappa obbligata, non è un momento di tristezza ma di lucidità, non è dedicata a nessuno, essendo dedicata a tutti. E la Guatan Tavara che l’attraversa potrebbe essere dedicata, casomai, a chi non la potrà mai leggere.

E’ la strada delle nostre solitudini. Perché dentro la solitudine c’è il sole? In spagnolo suona meravigliosamente…  soledad… sembra il nome di una creatura mora, dagli occhi enormi con dentro il mondo. Perché dentro la solitudine c’è sempre tutto il mondo.

Passando per Callejón Soledad sembra di entrare in un luogo dove il tempo siamo solo noi.

E invece del sole ci puoi spesso trovare la nebbia. Soffice come si chiamasse  Loneliness Alley

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o ci si trovasse sperduti di fronte a noi stessi come nella piana davanti Ashepsut

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o sul promontorio di Giza a perlustrare il nulla

Loneliness #2

Lungo Allée Solitude non si parla mai, si ascolta il suono del mondo,
Path

si guarda lontano eppure non si vede molto più in là di se stessi,
come quando sotto la pioggia non si guarda altro che l’anima che se ne resta in silenzio
On a rainy day #3

spesso non si vede neanche quello… e non c’è bisogno di essere soli per davvero…

solitudini-soledad-loneliness-solitude-2

Si può stare in mezzo a tanti, nel Vicolo della Solitudine, come pure essere davanti all’infinito del nostro passato, magari solitudini-soledad-loneliness-solitude-3 guardando per terra.

O solo aspettare di riprendere la strada

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Passarci e ripassarci cento volte, lungo i selciati umidi e bagnati delle nostre Venezie di smemorati

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i pensieri che si frangono sulle scogliere di arcipelaghi tirrenici,
in attesa di… in attesa e basta.

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camminare restando in bilico sulla passerella dei pensieri

Loneliness #4

Seguire le orme di domande inesprimibili…

Walking nowhere

pronti a tornare sui nostri passi senza aver avuto risposte, anzi senza nemmeno averla formulata la domanda…

Ma questa è un’altra storia, che continuerà l’anno prossimo…

Che spero sarà per tutti voi come lo vorrete far essere.

Viandante, sono le tue orme
la strada, nient’altro;
Viandante, non sei su una strada,
la strada la fai tu andando.
Mentre vai, si fa la strada
e girandoti indietro
vedrai il sentiero che mai
più calpesterai.
Viandante, non hai una strada,
ma solo scie nel mare.

Antonio Machado

Via della Scala

Posted in Piccoli ricordi di strada, Strade da cantare, Strade interrotte with tags , on settembre 19, 2008 by guatantavara

Mi suona strano pensare che non la canterai più.
A me che cantandola mi faceva stare di quella tristezza felice che ero un po’ triste e un po’ felice.
Un po’ come Michel di Lolli, sarà un caso che si parla di amicizia, ricordi e sogni? Sarà un caso che si parla di strade interrotte?
Che ti arrivi il mio ciao mentre la canti agli angeli (o ai diavoli?)

Strade che attraversano l’anima

Posted in Le nostre strade, Piccoli ricordi di strada, Strade inventate with tags , , on giugno 24, 2008 by guatantavara

Se il fiume mi dà l’idea di una strada che attraversa il tempo, c’è un posto che a passarci dentro sembra come attraversare l’anima.

Sarà perché lo scricchiolio delle foglie secche sotto ai piedi mi fa pensare alla fragilità di tanti pensieri.

Sarà perché l’addentrarsi nel labirinto di cammini oltre i quali vedi solo per pochi passi è la stessa sfida che fanno i pensieri al sogno.

O forse perché il passaggio improvviso dall’accecante luce della strada alle ombre dei sentieri nascosti tra alberi e cespugli mi sembra l’insidia che si cela dentro le nostre menti.

Parlo del bosco. Del bosco d’autunno e di quello a primavera.

Parlo di un luogo prevalentemente scuro eppure luminoso, come solo l’anima sa essere allo stesso tempo, pieno di contrasti eppure rassicurante.

Là dove l’intreccio delle ragnatele riesce a catturare e proteggere persino le foglie cadenti.

E’ nel bosco che il silenzio dei passi sull’erba è come un pensiero leggero dopo mille fatiche.

E il bosco è il luogo dove muoiono le foglie. Appese alla vita come noi… sugli alberi d’inverno.

venate di sole in controluce, come noi dei ricordi

a camminare chini per non urtare il silenzio dei sentieri.

Fino a scoprirla la vita…a forma di farfalla.

Strade blu, quasi scolorite, praticamente grigie

Posted in I nostri viaggi, Piccoli ricordi di strada, Strade inventate with tags , , , , , , , , , , on maggio 29, 2008 by guatantavara

Quando prendo una strada blu, una di quelle strade secondarie, che quando passa una macchina la senti arrivare da lontano, come fossi un apache con l’orecchio appoggiato sulla prateria, quando prendo una strada blu mi piace stare in silenzio, senza nemmeno la musica dell’autoradio.

Le strade blu sono un moltiplicatore dell’anima. Accrescono lo stare bene o il malumore, a seconda di come si sta. Le strade blu sono la verità del cuore. Non puoi mentire alle strade di seconda mano, quando le incontri.

Quando il blu si scolorisce  mi piace che anche il mondo se ne stia in silenzio. Come adesso, che il mondo mi si scolorisce addosso per un nonnulla.  Così me ne sto in silenzio, lungo le mie strade blu, quasi scolorite. Praticamente grigie.

Aspettando di sentire il rumore della prossima macchina.