Archivio per Atlantico

Lungo le strade dei Guanci – Capitolo 2 – El Médano

Posted in Europa, Guatan Tavara, I nostri viaggi, Le nostre strade with tags , , , , , , on settembre 15, 2011 by guatantavara

El Médano è il posto del vento forte. El Médano vuol dire duna di sabbia ma quello che resta nella memoria non è la spiaggia ma lo spumeggiare delle onde, racchiuso nella baia come un anello prezioso di opale, a contrasto con la terra scura della Montaña Roja.

Capitolo 2 – El Médano, il posto del vento forte

Along the roads of the Guanches - Chapter 2 - El Médano (#1): The place of the strong wind

L’andirivieni verso riva delle creste bianche racconta del mare quello che la lava fa dei Vulcani attorno, quasi a voler dire al viaggiatore, non ti curare del forte vento, così come del sole che brucia la roccia,

Chapter 2 - El Médano (#2): The place of the strong wind

perché se ti siedi a riva è grazie al vento che ti porto in dote il segreto dell’oceano e, onda innamorata, ti vengo a morire tra i piedi, per poi dai tuoi piedi rinascere e andar via per sempre.

Chapter 2 - El Médano (#3): Hard work, curiosity and culture

Chapter 2 - El Médano (#4): When I grow up

Poco dietro le dune, subito a ridosso del mare, quasi a voler rappresentare la calma circondata dal caos, protetto dalla macchia atlantica, vigilato dalla Montaña Roja, depredato da minuscoli uccelli migratori, un sogno d’acqua a forma di lago offre allo sguardo un riposo dal mare e alla pelle un riparo dal vento.

Chapter 2 - El Médano (#5): Montaña Roja

Siamo dentro una Reserva Natural Especial ed è tutto un susseguirsi di desolazione e forza, memoria di un mondo puro ormai scordato e l’insistente ricordo dell’oceano che le onde offrono da lì dietro, appena oltre le dune. A due passi dalla quiete inventata del lago a forma di sogno.

Eccole di nuovo, le onde di El Médano.

Chapter 2 - El Médano (#6): The caress of the sea

Tormentano la scogliera e accarezzano la spiaggia, scherzando con i gabbiani e mescolando tutti i toni blu del mare come una tavolozza impazzita. Anche solo a sentirle, le onde dell’oceano, le riconosci a una a una e sai con che forza verranno a sbatterti contro. Ma non riesci nemmeno a spostarti e resti lì ad aspettarle. Amori sempre fedeli

A scoprirle a una a una e a rimetterle insieme sulla tavolozza impazzita, le gradazioni del mare sembrano arcobaleni d’acqua.

Chapter 2 - El Médano (#7): All shades of the Ocean

Sono strati di sogno che accompagnano il viaggio, come desideri di bimbi davanti alle bancarelle di dolciumi: creme caramellate, tamarindi, anici, mente, croccantini, zuccheri filati che ruberesti e nasconderesti nel posto più segreto del mondo. Magari nel posto del vento forte.

O nel blu dipinto di blu.

Chapter 2 - El Médano (#8): In the blue, painted blue, AKA "Volare"

Il blu cantato è il cielo, ma il mare di El Médano se lo mangia il cielo e – seguace della sinistra hegeliana – diventa ciò che mangia, diventa blu, come un dipinto di blu della stessa tavolozza impazzita di tutte le altre sfumature del mare. E si vola nel mare di El Médano, si vola in alto, verso il blu del cielo e si cade giù, dentro il blu del mare, novelli Icari troppo vicini al sole e schiavi del vento

Basta girare lo sguardo dalla spiaggia di El Médano verso l’entroterra e ci si ritrova sull’altra faccia della luna.

Chapter 2 - El Médano (#9): The dark side of the beach

Quel che resta del mare è il suono, ma tutti i suoi colori sembrano spariti, per lasciare il posto all’incantesimo dell’inospitale, lungo pianure arcobaleno che nascono dalla terra color caldo fuoco e si perdono nell’orizzonte color freddo azzurro. Territorio di un altro mondo, sconosciuto persino al sogno.

Chapter 2 - El Médano (#10): Leaving the place of the strong wind

Lasciando El Médano resta per giorni il vento sulla pelle, il suono delle onde nelle orecchie, i colori del mare nello sguardo, qualcosa di imperscrutabile nella memoria, forse la vista della baia dalla Montaña Roja, forse solo il ricordo dei passi sulla riva. Con la certezza di stare per scoprire altre meraviglie…

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La côte sauvage e altri affetti

Posted in Europa, Guatan Tavara, I nostri viaggi, Strade da raccontare with tags , , , , , , , , , on marzo 28, 2009 by guatantavara

Mancava il mare a Guatan Tavara.

Quiberon - La côte sauvage

Sembrava come se Kun’as non lo amasse.

On the border of a dream

“E invece il senso del mare Kun’as non lo aveva più, perché per lui, e per il resto della sua gente, la primitiva essenza del mare si era persa da tempo, come il neonato perde il liquido del ventre materno.”

Così comincia, più o meno Guatan Tavara.

E dal quel senso mancato di mare, Kun’as parte per la sua disperata ricerca di Càndor. Viaggia per ogni luogo esistente e inventato, pieno di dolori e altri affetti. Di coste selvagge dell’animo.
Senza mai potersi ritrovare nemmeno per un attimo davanti ai tramonti di isole amiche.

Isle of Palmarola #03

Fino a che…
” un inconfondibile odore fu portato improvvisamente da una brusca folata di vento. Un ricordo che sembrava cancellato per sempre si riaffacciò nella memoria di tutti. Si videro apparire di nuovo tutte le storie che cieche violenze avevano cancellato, per quell’unica forza che ora li attraeva e e si rivelava dal nulla come la loro unica salvezza. La barca superò lo scoglio. E una grande acqua blu apparve all’orizzonte, alla fine dello stretto fiordo in cui il fiume moriva.  Era il mare.”

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E così finisce, più o meno, Guatan Tavara (mi dispiace per chi non lo ha letto… se ho svelato il suo segreto più profondo… che è stato scritto per chi ama il mare e deve starne lontano!) e Kun’as può finalmente godersi di nuovo il tramonto, in una qualunque delle sue isole amiche…

Isle of Palmarola  #02

Ma prima di continuare, permettete che metta una colonna sonora che ci accompagni in questo viaggio sul mare… e chi se non Poseidone?…

Il mare è per tutti una lunga attesa, come fosse l’alta marea all’Estoril

Waiting for the High Tide

come fosse una veglia notturna, trattenendo il respiro fino all’alba.

Sunshine at the Adriatic Sea - 80214

l luoghi del mare possono essere il rifugio trasparente della barriera corallina

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protetti dal faro di Ras Mohammed

Ras Mohammed 0047

E il mare può essere bello come tutti i colori del mondo.

Blu

blu

Oro

gold

Ametista

amethyst

Cremisi e zaffiro

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Il luoghi del mare possono essere increspati per fare paura

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ma possono essere increspati per offrirsi al gioco di ragazzi

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Il luoghi del mare possono essere l’inizio del mondo

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E la fine

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Ci si può lasciar navigare sopra, come fossimo fenicotteri rosa, in volo verso il nostro altrove

Camargue F144

Camargue F168

I luoghi del mare possono essere come le spazialità di Rothko

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o come un dipinto romantico dei colori di Turner
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Le onde del mare ci riportano nei luoghi dei primi amori, e poi ci rilasciano a riva, sapendo che lì – proprio come le onde – vanno a morire, risacche di memorie mai smesse.

onde-1

I luoghi del mare, come i nostri affetti più cari, non possono che essere i luoghi dove la luna ci racconta una storia.

Dedicated To The Moon #3

E la storia del mare continua…