Archivio per Cinema

Au Hasard Balthazar

Posted in I nostri viaggi, Nord Africa, Strade da vedere with tags , , , , on aprile 1, 2010 by guatantavara

Tra tutti gli animali del mondo quello che più amo è il ciuco.

Ha gli occhi teneri come un bambino in castigo,

la testa china come una vecchina nei vicoli assolati,

la calma apparente di un pensiero che si deve ancora formare,

brodo primordiale della coscienza di chi sa di essere destinato alla fatica.

Tra tutti gli animali del mondo il ciuco è il più umano e l’uomo il più somaro

Il ciuco nasce dove il cavallo purosangue muore

e muore dove trova un bastone che lo massacra.

Il ciuco è piccolo come una spiga persa nei campi del nulla

e quando piange la sua lacrima scatena uragani di dolore.

Perché spesso il ciuco piange, in silenzio,

da solo e lontano da tutti, accostato al muro

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Con tutta probabilità questo è l’unico blog al mondo che dedica un post al ciuco. Ma non a un ciuco qualunque, anzi sì, proprio a un ciuco qualunque ma tra tutti i ciuchi qualunque a uno più qualunque degli altri. A Balthazar.
Per chi non lo sapesse, Au Hasard Balthazar è un film, uno straordinario film di Robert Bresson. Assieme a Mouchette forma la sua trilogia del maltrattamento del corpo e dell’anima. Come… trilogia… se sono due? No, sono tre, perché ognuno vale per un film e mezzo. Dovrebbero costringere i Virzìtti e gli Ozpetecchi a vederlo tutte le sere. Ma voi no, non guardatelo, se non volete piangere.

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Strade da vedere

Posted in Strade da raccontare, Strade da vedere with tags , , , , , , , on febbraio 28, 2008 by guatantavara

A pensare a quanti film ambientati sulla strada ho visto mi viene da tornare indietro di un sacco di anni, quando il cinema era ancora… cinema e non solo film e c’erano i cineclub, i d’essai, e si andava a vedere le rassegne… tanto per non fare… Amarcord.Intanto, per prima cosa, separiamo i film di strada dai film sulla strada. Sulla strada è quando si vive in modo più o meno normale ed è l’avventura imprevista che viviamo sulla strada a segnare il nostro disagio; la strada è una quinta, un palcoscenico, un intervallo – lungo o breve ma destinato ad interrompersi – tra la monotonia e la normalità, tra la disperazione e il nulla. Ed è in genere più fuga che libertà. Di strada è quando è solo in strada che si vive. È quando non si scappa ma – casomai – si erra; la strada è un habitat, una giungla, un vagabondaggio, e il protagonista è un hobo del pensiero, dei sentimenti, ma anche del lavoro o dei rapporti familiari. Qui c’è sempre libertà, anche se dolorosa, negata, obbligata, anche se metaforica… anche se piena di cattiva terra, di senza patria.Come film “sulla” strada ho pensato a:

Stranger Than Paradise
(le verità di come siamo fatti dentro nascosta nel labirinto di destini che si incontrano. Bellissimo. E dello stesso regista – Jim Jarmush – anche Daun bai lo , quello con John Lurie, Tom Waits e Benigni, è del medesimo genere)

Honkytonk Man
(viaggio di un uomo – con nonno e nipote – distrutto dall’alcol. Alla ricerca di che? Molto bello)
Il Sorpasso
(la strada è come il mondo che ci circonda. Appunto, che ci circonda, non in cui siamo immersi. Per questo lo metto in questa categoria, ma potrebbe benissimo appartenere all’altra. Un gioiellino)
Fandango
(strambo addio al celibato dato attraverso un viaggio in auto fino al Messico verso una mitica festa. Stupende le scene della lezione di volo e paracadutismo. Niente di speciale)
Sugarland Express
(Ricalca un po’ la storia di La Rabbia Giovane (v. oltre), ma a differenza di quello, qui la strada è esterna alla vita. Come il mare ne Lo Squalo la strada è un pretesto con cui il Potere esagera i pericoli di innocui fuggitivi, costretti a diventare cattivi, e sterminarli. E’ l’altra metà di Duel: mentre lì il male è angosciosamente senza identità qui il male fa Potere di nome e America di cognome. Da vedere una volta l’anno)
Come film di strada penso sempre a:
Easy Rider
(il film on the road per eccellenza. Tutti lo conoscono, molti lo hanno amato, pochi lo vedono ancora. Intramontabile, con quella schitarrata di Born to be wild)
Paris, Texas
(i dilemmi del vivere articolati nei rapporti padre-figlio, trovarsi-perdersi, capirsi-smarrirsi, amore-solitudine viaggiare-soffrire. Incantevole)
Nel Corso del Tempo
(dire che è un film è come dire che la Divina Commedia è un insieme di terzine di endecasillabi a rima alternata. . . davvero non trovo parole per raccontare uno dei film più belli di sempre. . .)
La Rabbia Giovane
(le terre cattive lungo cui la vita viene inseguita, derisa, estorta. I due sono Cappuccetto Rosso disperati e destinati alla distruzione. Altro che nonna e cacciatore buono. Qui sono tutti lupi. In effetti – a ben pensarci – potrebbe essere anche un film “sulla” strada… Straordinario)
E si potrebbero citare ancora Punto zero (ma non vale un granché) Duel (ma non saprei a che categoria appartiene oltre al noir più noir…). E poi ci sono i film in cui non c’è proprio una strada, ma si svolgono sulle via di una città… come Fuori Orario (non è un viaggio sulla strada non è la vita di strada, è l’inferno nella via sotto casa.
Indimenticabile)