Archivio per Parigi

Sur les ponts de Paris

Posted in Europa, I nostri viaggi with tags , , on aprile 1, 2011 by guatantavara

Sopra i ponti di Parigi trovi vite che osservano la vita che scorre sotto

Sopra i ponti di Parigi ci sono sguardi tristi che ti guardano da lontano tenendo stretta dentro di sé la vita. Ci sono vite dense che ti vivono da lontano tenendo stretta dentro di sé la leggerezza, ci sono amori leggeri che ti amano da lontano tenendo stretta dentro di sé la tristezza

Lungo i ponti di Parigi intravedi vite fatte con il reticolo intarsiato dei pensieri

Tra i ponti di Parigi vedi corpi fermi come libri mai sfogliati

Sopra i ponti di Parigi vedi silhouette nitide come coppie di innamorati che si sfiorano

Sotto i ponti di Parigi vedi fronde dorate, dondolate dal leggero vento dei sogni

Vedi colori impossibili, desideri che vanno verso notti insonni

figure nella penombra dell’anima che trattengono il respiro come davanti a mondi che non sai

disegni fantastici di volti dimenticati o forse mai esistiti

esercizi dell’assenza di carnagioni chiare come bambole russe

sotto i ponti di Parigi vedi scorrere pellicole di film girati al rallentatore

giostre di irragionevoli speranze,

Intraviste nel segreto di riflessi irraggiungibili

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Non-strade

Posted in Strade inventate with tags , , , on agosto 5, 2010 by guatantavara

Le non-strade sono i luoghi incontaminati dove nessun passo si avventura

Le non-strade sono piene di anime che non si incontrano.

Che nemmeno sanno cercarsi, che nemmeno sanno di esserci.

Sono luoghi irriconoscibili e identici che stanno ovunque e in qualunque tempo

che si popolano e si svuotano tra il giorno dell’ora interminabile di una passione che volta le spalle

e le notti degli attimi che passano tra le macerie di un desiderio sfuggito.

Le non-strade sono popolate di pensieri identici, uguali e contrari ai non-pensieri

Sono identità sepolte del non esserci

Le non strade sono riempite dell’orrore che il mondo ha del vuoto

Le non strade sono tutte uguali tra loro, come menti omologate,

teorie del pensiero falso che inganna i cuori, nichilismo delle verità che fanno male all’anima

Le non-strade sono strade negate, cammini subalterni,

percorsi verso spudorati inganni che qualcosa che in altri mondi ha le sembianze dei sentimenti qui, ora e per sempre ci riserva

Sono falsi pensieri alternativi, regioni sterminate di interessi benpensanti mascherati da pensare bene, territori dove domina l’inesorabile nullità dei meschini.

Le non-strade sono strategie di uscita senza ritorno

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…e con questa versione stradarola dei non-luoghi di Augé, preso da una abbagliante vena nichilista e gotica, degna del miglior Corvo, accompagnato dai Sister of Mercy, chiudo il blog. Per stasera? Per l’estate? Per l’inverno? Per quando il mondo sarà migliore? Intanto per voglia d’ozio… tanto non può piovere per sempre, dovrà pur diluviare
Grazie a chi è stato qui finora, specie se rimasto in silenzio, visto che di urla idiote e di parole vuote il mondo è pieno.

Figure di nuvole in libero volo

Posted in Strade inventate with tags , , , , , , , , , on giugno 4, 2010 by guatantavara

Non sei tu a seguire le nuvole, ma loro che ti portano via
Until the end of the world
Novelle comete della speranza di libertà

About clouds #2
a indicarti la strada che ti porta dove vuoi andare tu
e chi sarà con te ci sarà per sempre

Dove le nuvole si muovono libere c’è sempre un pensiero che si libera

e volteggia sopra la mezzanotte di un nuovo anno dell’anima

Sono figure di nuvole in libero volo
00:00 - The Bang. Fireworks in the sky
ghirigori di spazi senza riposo

Non ci sono sipari davanti alle nuvole
Life backstage
ma quinte di vite che ti lasciano andare via
e si perdono subito dopo
senza nemmeno saperlo

Sulle nuvole camminano gli angeli,
Sunshine at North Cape

e ballano i demoni

sulle nuvole camminano i demoni e ballano gli angeli
al suono notturno di una cora

Sulle nuvole si assopiscono i pensieri
Tribute to the Mountain #1: Gran Paradiso
prima di sparire nel bosco fitto della memoria

Sulle nuvole saltellano a cantilena gioie e disperazioni
Winter graffiti
che ti marcano i giorni come graffiti che sfidano l’inverno

Le nuvole sanno essere delicate
Ceresole Reale 06
come un volto che arrossisce di timidezza

sanno lasciar passare quando vogliono i raggi di un sole stanco
Creation

Le nuvole sanno essere cupe come una malinconia,
Isle of Palmarola #05

Isle of Palmarola #03

A volte sembrano la creazione di un dio poeta,
The Park into the City #2

e si perdono come te davanti all’immobilità del mare del nord
Piccolo atlante illustrato del tempo #3 - Nordkapp 1981

si affacciano danzando sopra i tetti di Parigi
Sous les toits de Paris

Le nuvole sanno essere presagi di morte
The day after #1

Sanno ispirarti notti d’amore senza fine
Cold and Warm
corpi caldi
come tramonti di figure pronte a perdersi nel riflesso di un desiderio

Le nuvole sanno proteggere il riposo dei campi

sanno apparire e sparire per un solo battito d’ali
In the Land of Witchcraft #1
come se nella terra dei sortilegi
si nascondessero streghe compassionevoli
che ti condannano a fissare
occhi di quell’unico azzurro che non sa amare

Le nuvole che incontri lungo la strada ti danno bellezze che i suoi occhi non sanno donarti
How do you deal with life's storm clouds? #1

e ti chiedi come fai ad affrontare le tempeste della vita
How do you deal with life's storm clouds? - #2

How do you deal with life's storm clouds? -  #3

Le nuvole ti indicano il cammino verso costellazioni di colori
Voyage au centre de la Terre
e ti ritrovi nel viaggio interminabile al centro della terra

Fin quando, rubando i colori al sole, le nuvole vanno via
Stealing the color of the sun #3

Stealing the color of the sun #1

vanno a nascondersi dietro finestre che non esistono più
Across the Windows and into the Sky #2

Across the Windows and into the Sky #1

E tutto si avvolge di nuvole bianche,
Almost Black & White #3
che ti porta verso dove il volo dell’andare via
non trova confine

Esistono strade

Posted in Strade inventate with tags , , , , , , , , , , , , , , on maggio 26, 2010 by guatantavara

Esistono strade che nessuno percorre
Going straight on #2
punti di fuga verso nessuna parte del mondo
Eve of alienation #1
senza nemmeno la pietà di voltarsi indietro
The right way
strade che si tengono in bilico su linee rette di irreprensibili pazzie

Esistono strade che si percorrono solo in controluce

accompagnano i bagliori che una sola speranza scatena

Esistono strade così brevi e tormentate
The Roads where the Colours Live #3
da poter solo accompagnare efemere solitarie
nella loro unica notte
a dibattersi attorno alle luci fatue di un sorriso

Esistono strade così silenziose
Path
da nascondersi lassù dove solo un cammino tra le pieghe del mondo
le può trovare

come i pensieri fanno nell’anima

Esistono strade così lunghe e luminose

da raccontare una vita intera
testimoni di destini che si intrecciano come amori senza fine

Esistono strade così strette

da farci passare una vita per volta
The Roads where the Colours Live #2
e se una non basta
ti tocca raccontarla senza lasciare traccia
Leave no human trace
tormentare quel che resta di un incontro lontano
di tutti gli sguardi incontrati per caso
di un respiro rubato dal vento appena uscito dal cuore

Esistono strade che vanno e vengono
The gridlock - L'ingorgo
viavai urlanti di solitudini

Esistono strade che vanno e non vengono mai.

Esistono strade che non arrivano mai
Going straight on #1

Esistono strade che vanno e vengono dalla memoria
portano malinconie e prendono ricordi
The Myth of the Cave
si muovono col passo tremolante di chi ci lascia una parola senza nemmeno un saluto
Petit mémoires #3

Esistono strade dai colori impossibili
Skyline #4: Budapest
protesi al cielo

Esistono strade immerse nella notte del sempre,

che nemmeno il sole riesce a illuminare

Esistono strade che restano sospese verso chissà dove
lasciando il blu del cielo a confondersi nel mare
So far away
e verso il mare se ne restano in attesa di quel passo che manca all’impossibile

Esistono strade lastricate di tempi inesistenti
Ancient pavement
pavimentazioni intessute di inganni
come fossero l’insolubile esercizio dell’assenza

Esistono strade screpolate come terre secche
Forlorn World #3
anime incapaci di sorridere
vene riempite dal nero sangue dell’assenza
ramificazioni di vite svuotate
carcasse a prova di memoria

Esistono strade abbandonate
Forlorn World #2
disseminate di relitti
derelitti cammini che si disfano senza arrivare all’alba

Esistono strade di una bellezza accecante
Ieri andava peggio
che nessuna ombra scalfisce

Le strade degli amori che portano altrove

Posted in Strade inventate with tags , , , , , , , , , on maggio 17, 2009 by guatantavara

Ci sono amori imprevisti, minuscoli fiori di campo visibili a stento sul ciglio di strade che portano altrove. fioridicampo Fioriscono in luoghi inaccessibili, tra le pieghe nascoste della vita, dove mai si andrebbe a cercarli. Come le eriche selvatiche di Quiberon o Cap Frehel Cap Frehel #01 si attaccano alle coste impervie dell’anima, ricoprono la roccia dura dei cattivi pensieri e resistono a mareggiate e illusioni.
Se solo riusciamo a raggiungerli.

Ci sono amori regalati, facili e leggeri, sempre uguali. Dondolano delicati come papaveri su fragili steli, così esili da non reggere il vento della dimenticanza. #9 - ...e papaveri che strappano la vita al cemento

Si confondono controluce, sospesi tra campi di girasoli a Aigues Mortes e l’estate che sembra non finire mai. Provence 01 In autunno svaniscono, come mai esistiti.

Ci sono, al contrario, amori rubati, strappati all’abitudine, obbligati dalla fame del cuore, avide cleptomanie nella noia. Sono come tulipani bellissimi, fioriti nelle terre rubate al mare dai Polder. Che prima o poi il mare si riprenderà. 090501_073 Ci sono amori artificiali. Fiori fuori stagione, coltivati in serre domestiche, calcomanie di esoticità casalinga. Crediamo di salpare per loro verso terre avventurose, mentre ce ne stiamo al sicuro a inventare storie di carta velina.
fioriinventati Complicati origami sgualciti fino al tormento. Si perdono come versi in punta di penna, o i ricordi nel vino. sogno Perché mai noi, Salgari dell’innamoramento, la raggiungeremo davvero la serra sperduta di Boa Viagem.

C’è poi l’amore bonsai. Nato per essere libero, robusto, millenario e costretto a essere piccolo, delicato, da maneggiare con cura, tenere al riparo da venti e tormenti. Altrimenti ti muore tra le mani. Anche se è l’albero che più ami.
Io ne ho avuto uno. L’ho scovato lungo coste selvagge, rubato a terre mai emerse, avuto in dono da una serra rarissima. Abitata da un unico fiore.

Flowers on Black. Study Nr. 4

Vie che attraversano il tempo

Posted in I nostri viaggi, Strade da raccontare, Strade inventate with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on aprile 22, 2008 by guatantavara

I ricordi cominciano nella sera
sotto il fiato del vento a levare il volto
e ascoltare la voce del fiume. L’acqua
è la stessa, nel buio, degli anni morti.

Ho sempre pensato ai fiumi come strade che attraversano il tempo.

Che alla sorgente partono da Gerico e alla foce arrivano a Trantor. Fin dai tempi della scuola. Quando studiare geografia era come viaggiare nel tempo. Il Tigri e l’Eufrate – sono certo che io sono nato lì, da qualche antenato lontano – che proteggevano la Mesopotamia. Il Nilo, che non immaginavo nemmeno quanto è bello davvero quando ci scivoli sopra. Tutti i nomi bellissimi e placidi dei fiumi degli angoli di mondo. Rio delle Amazzoni, Mississipi-Missouri, Omo Bottego, Orinoco, Congo. Indo, Gange e Bramaputra. Il Fiume Giallo e il Fiume Rosso. Le cantilene esotiche… Don, Dnjepr, Dnjestr. Volga e Danubio. I fiumi del Risorgimento e delle guerre, Piave, Isonzo, Tagliamento.

Ed eccoli i miei fiumi. La foce del Sangro. Dove non puoi non giocare a fare l’ombra che si muove al crepuscolo. Lanciando sassi al mondo.

I versi con cui ho aperto questo articolo sono di Cesare Pavese, uno che sapeva vedere nelle cose attorno a noi i segni che ci portiamo dentro e che sapeva scrutare l’animo umano, forse più quello degli altri che il proprio, come spesso capita anche ai comuni mortali. Le sue poesie sono piene di paesaggi, dentro i paesaggi strade, città e fiumi, dentro le strade, le città e i fiumi – anzi, come strade, città e i fiumi – ci siamo noi e le nostre anime.

E per accompagnarmi in questo viaggio sul fiume ho scelto altri tre poeti. Diversi e uguali, come al solito. Sono Holderlin, Whitman e Ungaretti. Parlano di fiumi anche loro. Proprio come fossero vie che attraversano il tempo.

Mi tengo a quest’albero mutilato / abbandonato in questa dolina / che ha il languore / di un circo / prima o dopo lo spettacolo / e guardo / il passaggio quieto / delle nuvole sulla luna

Stamani mi sono disteso / in un’urna d’acqua / e come una reliquia / ho riposato

L’Isonzo scorrendo / mi levigava / come un suo sasso

Ho tirato su / le mie quattr’ossa / e me ne sono andato / come un’acrobata / sull’acqua

Mi sono accoccolato / vicino ai miei panni / sudici di guerra / e come un beduino / mi sono chinato a ricevere / il sole

Come fa a non essere un viaggio nel tempo la Moldava vista dal castello di Hradcany?

E quel ponte senza tempo sull’Hudson, a cavallo di NYC, non sembra attraversare epoche lontane?

Questo è l’Isonzo / e qui meglio / mi sono riconosciuto / una docile fibra / dell’universo

Il mio supplizio / è quando / non mi credo / in armonia

Ma quelle occulte / mani / che m’intridono / mi regalano / la rara / felicità

Ho ripassato / le epoche della mia vita

Questi sono / i miei fiumi

Questo è il Serchio / al quale hanno attinto / duemil’anni forse / di gente mia campagnola / e mio padre e mia madre

Questo è il Nilo / che mi ha visto / nascere e crescere / e ardere d’inconsapevolezza / nelle estese pianure

Questa è la Senna e in quel suo torbido / mi sono rimescolato / e mi sono conosciuto

Questi sono i miei fiumi / contati nell’Isonzo

Questa è la mia nostalgia / che in ognuno / mi traspare / ora ch’è notte / che la mia vita mi pare / una corolla di tenebre

Questo il mio Nilo

questa la mia Senna

Visti dall’alto i fiumi sembrano lo scheletro della terra.

Visti dai ponti sembrano libri di storia che ti scorre accanto.

Come l’uccello del bosco s’invola sopra le cime,
Si lancia sul fiume che accanto ti corre splendendo,
…… Agile e forte il ponte
……… Che di carri e d’uomini suona
Come mandato da dèi, una volta m’avvinse un incanto
Sopra quel ponte, mentre l’attraversavo,
…… E di laggiù nello sfondo dei monti
……… Malioso m’appariva il lontano,
E il giovane fiume fuggiva, ilare e fosco, alla piana
Come il cuore che oppresso dalla sua troppa bellezza,
…… Per trapassare amando
……… Nei flutti del tempo si scaglia.

Al crepuscolo assumono i colori del sogno

Visti dal basso, sembrano i luoghi delle favole.
Come il fiume sconosciuto incrociato sulla D71, nel cuore di Bretagna

Tra la marea di Mont Saint Michel e le onde selvagge di Quiberon. Dove sicuramente si nasconde qualche cavaliere di Re Artù. A trovarla , da qualche parte ci sarà anche Morgana.

O i fiumi di Camargue, che sembrano liquefarsi nella palude, attirando le fronde degli alberi come per un ultimo saluto.

Terre di dormienti, liquidi alberi!
Terre del tramonto andato – terre delle montagne dalle
vette di nebbia
Terre del vitreo scorrere della luna piena tinta di blu
Terre dello splendore e dell’oscurità che screziano
l’acqua del fiume!
Terre del limpido grigio di nuvole più vivide e più chiare
per amor mio!

Ogni fiume sembra avere un’anima, un’anima che vi scorre dentro e ci racconta del mondo che ha visto fin lì. E tutti insieme i fiumi sembrano venare il mondo.

Il fiume di Rovaniemi si chiama Kemijoki. Dall’alto ci vedi i tronchi galleggiare e toccarsi, farsi i dispetti, montandosi sopra a turno e facendo spruzzi d’acqua schioccando . Se vai loro vicino li senti parlare e raccontarsi l’uno con l’altro del bosco da cui vengono. Ti dicono dei mille laghetti che hanno superato per arrivare fin là.

Cambia colore al tramonto Kemijoki, e altri tronchi arrivano e si acquattano placidi rubando l’ultimo sole

e al mattino sembra freddo come un inverno del Nord

Il Danubio non smette mai il suo colore di piombo mentre si perde a vista d’occhio, tra il crollo dei muri e le speranze crollate

Il delta del Po ti fa perdere come in un labirinto dove regnano animali silenziosi,

fronde invaghite del vento. Orizzonti

che galleggiano nel nulla del cielo.

Il Tamigi notturno si perde nella pagina nera come un passo solitario

Le Vie di Bratislava

Posted in Europa, I nostri viaggi, Strade da raccontare, Strade da vedere with tags , , , , , , , , , , , , , on marzo 7, 2008 by guatantavara

 

Le vie di Bratislava sono come disegni colorati dai bambini

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Le vie di Praga sono come linee sospese tra geometrie di storia e fili di memoria

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I viali della Défense sono come soldatini sul tappeto di un non-luogo

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Le strade verso Salamanca sono dritte come solitudini

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Le vie di Cambridge sono come cigolii di biciclette nascoste dalla nebbia…

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… come scie notturne all’uscita da teatro

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Le vie dei flamant rose sono come graffiti nei cieli di Camargue

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Le Avenue di New York sono agitate e mosse come notti insonni

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Le vie del deserto sono sterminate come pensieri solitari

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Le vie di Sofia sono come fermate di tram ad aspettare il tempo

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Le statali verso i grandi laghi sono come duelli contro un nemico che non c’è

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Le strade verso il Canada sono come viaggi dentro Luna Park di cartapesta

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Le vie di Londra sono come fruscii d’autunno nel letto di due amanti

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…continua…