Archivio per giugno, 2009

Muh-lui-kun-Ne-tuk, il fiume che fluisce in entrambi i sensi

Posted in I nostri viaggi, Strade inventate, USA with tags , , , , on giugno 24, 2009 by guatantavara

Può un fiume scorrere in entrambi i sensi?
Può una vita essere uguale e contraria a se stessa?

Muh-he-kun-ne-tuk

Il Muh-lui-kun-Ne-tuk è come una vita che scorre contro se stessa

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E’ come se gettassi dentro una vita un sogno e lo ritrovassi dall’altra parte – uguale e contrario – diventato realtà

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e ti chiedi dov’era questo sogno ieri, quando guardavi avanti e vedevi solo la vita che ti scorreva contro

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e se provi ad entrarci dentro, al Muh-he-kun-ne-tuk come alla vita che ti corre incontro, capisci che vedere chi ti scorre contro è più facile che vedere chi ti scorre accanto per davvero

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Muh-lui-kun-Ne-tuk è il fiume che vorresti essere tu, uguale e diverso a seconda delle maree dell’anima, Ba in cui ti immergi essendo tu stesso corrente e ostacolo, dubbio perenne con quell’unica certezza infinitesima

Hyper(ir)reality #3

Ti si apre davanti come fosse mare, e mare a un certo punto diventa, attraente e inavvicinabile, come tutti i mari, come tutti gli amori che scorrono tra le vite perdute

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A starci dentro, al Muh-lui-kun-Ne-tuk, ti fa pensare a qual è il verso giusto della vita

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ti fa sembrare l’ultimo mohicano preda dell’eresia del sentirsi libero

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sballottato nella piroga fatta delle tue fragilità, tenuta su da un unico sorriso, sospinta del respiro di chi ti passa di volta in volta accanto

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come fossi lì, in quel fiume e in quella corrente, per l’ultimo appuntamento col tuo amato nessuno, prima di partire per sempre

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e a restare solo non sarai tu

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ma chi ti ha lasciato andare via

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sapendo che eri lì, pronto a restare

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Muh-lui-kun-ne-tuk era il nome che i Mohicani davano all’Hudson. Lo chiamavano così, fiume che fluisce in entrambi i sensi, perché d’inverno, a causa delle maree, il ghiaccio che si forma regolarmente per le temperature rigide si muove alternativamente verso sud o verso nord a seconda del verso di movimento delle maree.

A un passo dall’impossibile

Posted in Guatan Tavara, Strade inventate on giugno 12, 2009 by guatantavara

Lungo Guatan Tavara capita di rado di vedere un punto di arrivo, impossibile misurare quanti passi mancano alla felicità, scorgere con esattezza quello che c’è a un passo da noi. Al contrario, nell’interminabile cammino che Guatan Tavara ha offerto a Kun’as, costellato di incontri e smarrimenti, ogni passo ha senso solo se si lega al precedente o se si è in attesa del successivo, e molte volte la sequenza di passi forma silenziose vie di canti interiori, allungate piste del sogno dentro notti insonni.
E’ come se una verità nata per dilatarsi a dismisura si ritrovasse compressa nel punto nero di una rinuncia. Eppure, mentre si perdeva sulle tracce di Càndor, o si rifocillava nutrito dal respiro di Darisè, o lasciava ammaliare dal soffio del vento di Thaaa, rapire dai racconti che Tigerio gli faceva dei soli perduti di Allein, quello che Kun’as non disse mai a nessuno fu che una volta, un giorno di un altro tempo e in un altro luogo, era arrivato ad un passo dall’impossibile. E quel giorno Kun’as avrebbe potuto fermare perfino le ombre.

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Inutile dire che trovo questo brano di Elisa bellissimo