Archive for the Nord Africa Category

Au Hasard Balthazar

Posted in I nostri viaggi, Nord Africa, Strade da vedere with tags , , , , on aprile 1, 2010 by guatantavara

Tra tutti gli animali del mondo quello che più amo è il ciuco.

Ha gli occhi teneri come un bambino in castigo,

la testa china come una vecchina nei vicoli assolati,

la calma apparente di un pensiero che si deve ancora formare,

brodo primordiale della coscienza di chi sa di essere destinato alla fatica.

Tra tutti gli animali del mondo il ciuco è il più umano e l’uomo il più somaro

Il ciuco nasce dove il cavallo purosangue muore

e muore dove trova un bastone che lo massacra.

Il ciuco è piccolo come una spiga persa nei campi del nulla

e quando piange la sua lacrima scatena uragani di dolore.

Perché spesso il ciuco piange, in silenzio,

da solo e lontano da tutti, accostato al muro

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Con tutta probabilità questo è l’unico blog al mondo che dedica un post al ciuco. Ma non a un ciuco qualunque, anzi sì, proprio a un ciuco qualunque ma tra tutti i ciuchi qualunque a uno più qualunque degli altri. A Balthazar.
Per chi non lo sapesse, Au Hasard Balthazar è un film, uno straordinario film di Robert Bresson. Assieme a Mouchette forma la sua trilogia del maltrattamento del corpo e dell’anima. Come… trilogia… se sono due? No, sono tre, perché ognuno vale per un film e mezzo. Dovrebbero costringere i Virzìtti e gli Ozpetecchi a vederlo tutte le sere. Ma voi no, non guardatelo, se non volete piangere.

Viaggiando s’impara la saggezza

Posted in I nostri viaggi, Nord Africa with tags , , , , , on febbraio 2, 2010 by guatantavara

(Appunti e visioni di un viaggio in Marocco – Capitolo 6)

Viaggiando s’impara la saggezza, come se nelle terre d’altri scoprissi verità che i luoghi conosciuti ti negano da sempre

E’ lungo le strade di lingue che non capisci dove impari i suoni del mondo

Dove impari i colori dei pensieri

Viaggiando impari la saggezza, perché non senti altri che te stesso parlare al te stesso più lontano

al te stesso che non sentivi più

E’ lo stesso viaggio che non hai mai compiuto prima

fin a quando non hai saputo se andare o restare

e senza testimoni è la stessa anima che dissemina le strade di passi

come avanzi di memoria

intorno margini d’ombra

sei sorpreso dai tuoi novantanni
e se morto prima
morto come un uccello senz’ali
nei giardini dove il grido si infrange

e il volo era solo poco più in là
di un allungare di mani
chi a chiamarci?
quanti a trovarci?

muti inventari di cose
nei pomeriggi a scrivere versi

a inventare l’arte che semina amanti
che la luna diventa la Luna
genera storie
di genere in genere
mito

e la voce si esalta di parole
a gridare
Poi, l’invenzione ricade

un giorno che si mischia ai pensieri
e scriverlo è sempre più impuro
diventa voglia di andare

Così è la pigrizia
(e i cammei smarriti)
a riportarci sul margine delle strade
null’altro

così è l’abitudine
(e il tempo invaso)
a sbandierare sagome immote

sul profilo di incontri a due facce
(sulla terra arsa)

null’altro. null’altro

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Con l’immagine di una finestra che fa ombra a se stessa si chiude il racconto del mio viaggio in Marocco. Manca solo un omaggio a un luogo magico e irraggiungibile, che ora non dico, e che chissà quando metterò. Sarà solo un problema di ispirazione e voglia di scrivere. Che da un po’ vado cercando come un’anima migrante, come un pensiero errante, come un nomade che si perde nel tempo e si ritrova dentro la memoria

Sopravvivenze e solitudini

Posted in I nostri viaggi, Nord Africa with tags , , , , , on ottobre 5, 2009 by guatantavara

(Appunti e visioni di un viaggio in Marocco – Capitolo 5)

La storia che vi voglio raccontare oggi è una storia fatta di mille storie che nemmeno si conoscono l’un l’altra eppure sono vicine come sanno esserlo le vite di chi sopravvive o è solo.

Mille storie di sopravvivenze solitarie e di solitudini sopravvissute al quasi nulla che diventa un irraggiungibile tutto

Sopravvivenze

PARTE PRIMA
I luoghi dove i colori nascono

Questo è il luogo, nascosto tra le pieghe vergognose del mondo, dove davvero i colori nascono

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i colori che portiamo nei nostri giorni pieni e nulli,

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colori di cui nemmeno ci accorgiamo e meno che mai ci domandiamo

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e questi sono gli uomini che li fanno nascere i colori

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non si sa in che tempo siamo, nemmeno a entrarci dentro…

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fino a incontrare gli uomini che ai colori danno forma

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PARTE SECONDA
La giornata di un fuochista

La giornata di un fuochista nasce in mezzo al fumo nero che il vento spinge verso l’Algeria

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La giornata di un fuochista finisce in mezzo al fumo, che il vento stanco non sa più dove portare, e lascia lì, a intossicare le nostre anime inutili

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Solitudini

PARTE PRIMA
Io appartengo a questa terra

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Io appartengo a questa terra e questa terra mi appartiene

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Questa terra che mi dà da vivere e da morire

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questa terra che mi accompagna dalla mattina alla sera e ancora oltre, fino alla mattina dopo

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Io sono parte di questa terra e questa terra è parte di me

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questa terra è la terra dove camminerà con me il mio amico andato via

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colui cui nessuna terra potrà essere amica se non dove si è messo a riposare

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colui che nessuna terra potrà mai più calpestare, se non quella dei nostri cuori che lo cercheranno ancora

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PARTE SECONDA

Questa terra mi appartiene

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Questa terra mi appartiene eppure più non sento mia

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questa terra mi sfugge eppure mi rimane dentro

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come un volo di cicogna che più non faccio contro il vento ingrato del nord

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PARTE TERZA


Tutto quello che mi appartiene

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Questo è tutto quello che mi appartiene

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è la mia ricchezza che mi accompagna lungo il cammino

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o se mi fermo a cercare dove sono andato a finire

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nascosto tra le pieghe del mondo vergognoso

Lungo il ciglio del tempo

Posted in I nostri viaggi, Nord Africa with tags , , , , on settembre 11, 2009 by guatantavara

(Appunti e visioni di un viaggio in Marocco – Capitolo 4)

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Lungo il ciglio del tempo scorrono strade che si perdono dentro i volti infiniti della terra

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Lungo il ciglio del tempo scorrono vite che non sapevi vedere

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Lungo il ciglio del tempo vedi vite che non sai dove scorrono

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Attraversare il Marocco, lungo le sue strade blu, significa sorprendersi a fare un viaggio nel tempo,

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anzi in un luogo dove il tempo sembra quasi non esserci, non curarsi di te.

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E ti irride mentre ti scorre accanto, lasciandoti segni incancellabili come vene sottopelle.

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Come se ci fossero solo strade dove il tempo si ferma a rimirare un se stesso che non va mai via

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Sagome intraviste per un attimo, che corrono verso luoghi che non sapresti raccontare

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Sfuggenti come pensieri lungo il bordo della vita

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Sagome che si frappongono tra te e il tempo

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Sagome che si intravedono controluce, che a malapena emergono dal nulla

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spettatori improvvisati a guardarti passare. Non sai se più tua è la malinconia o loro la curiosità

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Finché non ti perdi di nuovo a cercarti, dove nessuno ti potrà ritrovare

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Scelsi di sorvolare il paesaggio

Posted in I nostri viaggi, Nord Africa with tags , , , on settembre 2, 2009 by guatantavara

(Appunti e visioni di un viaggio in Marocco – Capitolo 3)

Ci sono paesaggi che tolgono il fiato.

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Non ci sono parole per poterli scrivere

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se non quelle che la terra stessa scrive sui muri dei nostri ricordi.

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E’ come se nel disordine di un sogno si svelasse un volto che nessun altro vede oltre te,

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come se la nullità dei tanti sguardi che lo hanno violato

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si liquefacesse nella pienezza dei pochi che lo hanno goduto

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Scelsi di sorvolare il paesaggio per non turbare il sonno della brava gente, delle anime belle, dei pensieri fragili

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Scelsi di attraversarli dall’alto, i paesaggi del Maghreb, per non rovinarli col passo del viandante

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e non dissi più una parola, fino a che il viaggio non mi morì dentro

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restandomi per sempre negli occhi

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Chiaroscuro

Posted in I nostri viaggi, Nord Africa with tags , , on agosto 27, 2009 by guatantavara

(Appunti e visioni di un viaggio in Marocco – Capitolo 2)

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Uguali e contrari ai colori, i chiaroscuri che trovi lungo le vie di Casablanca, Rabat, Fès, Meknes e Marrakech ti abbagliano la vista e attirano i pensieri come la notte scura fa con i lampi. E ogni altra parola si oscura e svanisce. Restano solo ombre che si muovono come anime proiettate sui muri delle vite di strada.

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Le strade dove vivono i colori

Posted in I nostri viaggi, Nord Africa with tags , , on agosto 25, 2009 by guatantavara

(Appunti e visioni di un viaggio in Marocco – Capitolo 1)

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“Scelsi di attraversare il paesaggio sorvolandolo,
per non turbare il sonno pacifico della brava gente”

Tahar Ben Jelloun, La nuit sacrée

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Inizia qui un lungo racconto. E’ il mio viaggio in Marocco, anzi, attraverso il Marocco, anzi, sorvolando il Marocco, come nel racconto di Tahar Ben Jelloun.
Perché nel farlo, ho cercato e sperato di non turbare la vita pacifica, allegra e colorata di quelle terre. Alle volte le immagini si incontreranno con le parole, evanescenti e visionari appunti di viaggio, ma molto spesso le fotografie saranno sole a raccontare il viaggio, non riuscendomi spesso nulla da pensare e da dire, se non quello che vedevo.
La storia è divisa in capitoli, secondo il ritmo che la visione ha dato naturalmente al racconto. E le strade dove vivono i colori è stato il primo spunto che il Marocco mi ha offerto. A cominciare da un piccolo omaggio alle figure femminili, che ci apparivano come mai le avevamo immaginate.

Parte prima – Donne del Marocco

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Le strade dove vivono i colori sono piene di occhi che raccontano l’anima

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seguono il filo dei pensieri

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si mescolano al colore della vita

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le strade dove vivono i colori te le ritrovi a giocare a nascondino con il profilo del riconoscersi per quello che siamo dentro

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si riposano al caldo senso di calme interiori

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dove è la luce a seguire lo sguardo

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Parte seconda – I luoghi dei colori

I luoghi dove nascono i colori indicano la strada all’azzurro del cielo

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Parte terza – Le moltitudini

Le moltiduni hanno lo stesso peso specifico delle solitudini, tanto queste sono pesanti come il piombo dello stare soli in mezzo alla propria terra, quanto quelle sono anime leggere come piume, evanescenze che assieme formano il senso antico della comunanza

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è lo stesso sentire dell’affrontare assieme l’oceano che trovi in ogni luogo che si affacci sull’oceano.

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che sia all’Estoril o a Quiberon. O qui a Casablanca

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Fino ai giardini eterni dei silenziosi

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Parte quarta – Le forme che prendono i colori

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Lungo le strade dove vivono i colori incontri i luoghi dove i colori nascono. Lembi di spazi senza tempo, che pensi non esistano più

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e poi i colori nascono davvero e popolano di nuovo le strade e le botteghe della Medina di Fès

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e danno vita a tappeti stesi al sole

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Parte quinta – Frammenti di viaggio

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Così si chiude il primo capitolo delle strade dove vivono i colori. Nello stesso luogo dove si era aperto.

(un ringraziamento particolare va ad Hasan, la nostra guida marocchina, per la paziente traduzione Guatan Tavara – Arabo degli strampalati titoli di questi post)