Archivio per Tempo

Le strade di Marguerite…

Posted in Le nostre strade, Piccoli ricordi di strada with tags , , , , , , , on aprile 30, 2008 by guatantavara

Marguerite mi ha mandato questa. Senza dire altro. Penso che volesse metterla qui dentro. E allora ce la metto io. Poi ho saputo in quale luogo sperduto è, Albania, come si chiama la città, Berat, e come viene chiamata… città dalle mille finestre.

Così questo diventa il luogo delle vostre strade.
Degli angoli di mondo su cui avete camminato.
Mi piace l’idea che possano essere strade blu,
fuori dai tragitti comuni,
stradine che nessuno oltre voi conosce,

piccoli sentieri di un paese senza nome,
cammini che forse non sappiamo nemmeno dove vanno,
che si assomigliano tra loro come fossero lo stesso luogo lo stesso tempo,
ma ci potessero portare ovunque e per sempre.

Chi vuole può scrivermi a stedef12@gmail.com, mandarmi la sua stradina, trovata in qualche angolo di mondo, descriverla, se vuole, dirci quando e dove, altrimenti non dire niente. O mettere qui sotto un commento con un piccolo racconto di strada.

E lasciare che siano loro a parlare per noi.

Io aggiungo questa. Una stradina del sud chissaquale.

——————————————————-

Carlo mi ha mandato questa bellissima cosa… “la via Francigena verso Monteriggioni in una bellissima camminata solitaria”

——————————————————

Questo è il racconto di una strada di Bob:
“Milano, una di quelle stradine tranquille dietro piazza della scala. Diversi anni fa. Mi piace molto passeggiare da quelle parti – io, romano che ama Milano – perchè c’è un’atmosfera rarefatta, completamente diversa da quella che si respira appena girato l’angolo verso la piazza. Camminavo guardandomi intorno e alzando il naso verso il cielo quando il mio sguardo – tornato ad altezza uomo – incrocia Indro Montanelli. Idee politiche a parte, gli sorrido, denunciando tutta la mia ammirazione e lui risponde al mio saluto con un sorriso e un cordialissimo buongiorno. Quelle stradine – per me – ogni volta che passo portano il segno di quell’incontro.”

——————————————————

E finalmente ecco Mostar. … in attesa che a Bruce capiti un week end piovoso… ha fatto prima Heath

E per essere sicura, ne ha mandate tre…

——————————————————

Roberto, di ritorno dal suo viaggio di lavoro in Iran e Ghana, ci ha portato alcune bellissime tracce di strade. Sono di luoghi fuori moda, ma pieni di fascino, specie perché fatte al di fuori dei circuiti turistici…

…trovo questa immagine molto bella. Teheran è proprio come te la aspetti, strade sterrate e grattacieli, smog e polvere…


è bello che sembra che ci siamo dentro anche noi nelle strade di Teheran di Roberto

——————————————————

Anche le strade di Accra sono proprio come te le immagini.


Perchè in fondo sembrano tutte uguali le grandi città dell’Africa

——————————————————

… e stavolta, l’instancabile, inarrestabile, vulcanico Roberto ci fa fare un giro tra le piogge di Varsavia e il caldo di Dubai. Il salto non è indifferente ma, da quanto so, non ci sarà nemmno tempo di fermarcisi un po’, né nel lucido pavé di Varsavia…

e nemmeno nella notte

arabica di Dubai

… perché a breve… chissà dove ci porteranno le strade agitate di Roberto…

——————————————————

Annunci

Le strade di tutti (piccola elegia sulla strada)

Posted in Le nostre strade, Piccoli ricordi di strada, Strade da raccontare with tags , , on aprile 4, 2008 by guatantavara

Questo articolo è il complemento a uno del precedente. Tanto quello è personale (forse troppo per un blog pubblico) quanto questo è collettivo (forse troppo pure questo per un blog personale) e insieme ci riportano alla strada come luogo privilegiato di incontro e di ri-conoscimento, ma anche di solitudine e nuovi gradi di conoscenza.

Lungo le strade della nostra vita ci sono luoghi che nessuno vede e momenti che nessuno vive oltre noi, ma ci sono anche spazi e tempi di tutti anche se non ci abbiamo mai messo piede. Lungo le strade ci sono i ricordi nostri e la memoria di tutti.

Spesso si tratta di grandi piazze, ma alle volte anche vicoli stretti e bui…

Così, la piazza più piazza di tutte è Piazza Fontana, la via Via Fani, l’Autostrada la A29… svincolo per Capaci. Piazza Fontana fu tutt’uno col risvegliarsi cercando qualcuno di più grande vicino che ci potesse proteggere e non riuscire a prendere sonno, via Fani fu lo sguardo interdetto di chi chiede a che serve? a chi serve? Capaci ci fece aprire la bocca per urlare basta! ma poi Via D’Amelio strozzò l’urlo e ci richiuse nell’autismo dell’impotenza.

E poi Piazza della Loggia, la stazione di Bologna, neanche la strada ferrata si salva.

Le piazze della libertà, della repressione e della riscossa del mondo… Piazza Tienanmen, Piazza San Venceslao, Plaza de Mayo. La Porta di Brandeburgo. Sono piazze di tutti anche se non ci siamo mai stati.

Le strade e luoghi della cronaca nera e di altre miserie umane. Il Tempio della Pace – dietro Piazza Navona – l’angolo buio dove dettero fuoco ad Ahmed. Lo spiazzo in aperta campagna a Vermicino. Via Poma.

Ma non tutte le memorie sono così brutte.

Ci sono le strade che abbiamo letto… via Merulana, Quai des Orfèvres, Rue Morgue. La via Paal. Le vite di strada dei libri di Pasolini.

Le strade dell’arte… 5th Avenue, Via Margutta, Carnaby Street.

Le strade e le piazze che ci fanno vedere ogni volta a capodanno, ma che sono belle anche a vederle dal vero… Time Square, Trafalgar Square,Champs Elisées.

E anche stavolta la storia può continuare…

Le strade di Milano

Posted in I nostri viaggi, Italia, Le nostre strade, Strade da vedere, Strade inventate with tags , , , , , on marzo 21, 2008 by guatantavara

Le strade di Milano luccicano insidiose, tra binari che si inseguono sempre e si incontrano mai, come amori sventati per un soffio

milano01-5070100.jpg

I portici di Bologna sono pazienti come tasselli di un mosaico

bologna-01-a.jpg
Le strade di Verona sono schizzi lasciati nella notte
verona_03-a.jpg
I ponti di Roma sono sguardi noncuranti affacciati sul tempo, buttati indietro senza fretta

roma-22.jpg

Sui lungotevere d’inverno sole e vento tormentano i passanti, come platani piegati da ombre e soffi di stanchezza

roma-07-r-alberi-inverno.jpg

Nelle piazze di Roma vedi passi che potrebbero essere tracce di te stesso

pioggia.jpg

Le calli di Venezia sono evanescenti come ombre all’alba

venezia-camminando-allalba.jpg

Nelle vie di Radicofani vedi i colori tenui di passi che vanno verso dove nessuno sa

radicofani-12.jpg

Le strade di Cairano si avvolgono tra loro e accarezzano la terra come domande senza risposta che si rincorrono nell’anima

cairano.jpg

Le strade di Orgosolo sono intagli silenziosi disegnati in segreto dalla terra, per nascondersi imprendibili agli sguardi

sardegna-98-11.jpg

Le strade per San Gerardo danno alla terra la scrittura antica dei pellegrinaggi

campagna-san-gerardo-990235.jpg
Le strade di Epinel sono fredde come sogni tagliati dal coltello dell’insonnia…

epinel-1493.jpg
… come l’avventurarsi di passi verso terre d’ombra

epinel-01-4070100.jpg


Le strade di Matera sono vuote come cieli costellati di stelle finte

matera-08.jpg

Il Prato della Valle è come un sogno che ti ritrovi accanto lungo un giorno. Come rami spogliati in controluce. Foglie che al mattino vanno via senza perché

padova-0409-4.jpg


Le piazze di Trieste sono vuote e solitarie, inganni impietosi sottomessi al dominio di luci gelide come cuori

trieste-2.jpg
Le piazze di Roccagiovine ci sorprendono come film del neorealismo, dimenticate per sempre nelle domeniche fuori porta.
roccagiovine.jpg

Strade in versi

Posted in Strade da leggere, Strade da raccontare, Strade in versi with tags , , , , , on marzo 14, 2008 by guatantavara

Se cantare le strade è facile, fin troppo forse, non la stessa cosa succede con la poesia.
O almeno, io ho trovato con difficoltà versi che la strada la recitano.

Ci sono molti versi isolati, belli, ma senza lo spirito dell’erranza, il senso del vagabondare, non è facile trovare il motivo dominante del cammino né dello starci sopra le vie o del vivere la strada.

Eppure, alcuni versi che ho trovato sono bellissimi…

Potrei cominciare con questi…

Ogni giorno decapita un’ora all’infanzia
lascia all’occhio il tempo
________e al tempo lo spreco
la stazione merci e il vapore
________ delle locomotive e lo sporco pigro fiume
che si trascina via la strada della miniera
________ la strada regia verso Przesklabje
________ infanzia eterna
dove le tue immagini crescono da fumo e sogno e fiamme.

Anche perché questa stessa poesia, Infanzia a Gleiwitz, di Horst Bienek, poeta tedesco contemporaneo, ad un certo punto fa così…

E’ infanzia ricordo
o ricordo infanzia
________ che cosa rimane
________ un gesto un sorriso la carezza sopra i capelli
allarme aereo un bacio dovuto
________ che si è atteso invano una sera
________ una stanza
________ riempita di vuoto
________ moltiplicata con la notte

Sono versi che con la strada c’entrano poco ma sono belli lo stesso…

(1 – continua… con Dylan Thomas, Liriche cinesi e tanto altro…)

Piccoli ricordi di strada

Posted in Le nostre strade, Piccoli ricordi di strada, Strade da raccontare with tags , , , on febbraio 28, 2008 by guatantavara

La prima strada che ricordo è una che nemmeno ero nato… e che non ho mai visto se non di sfuggita. Me ne parlava mia madre quando ero piccolo. Era la via dove abitavano i miei prima che nascessi io… Via dell’Umiltà si chiamava, e mi è sempre rimasta impressa per il bellissimo nome che ha… Ovvero, da piccolo non mi sembrava molto bello, e la confondevo, a turno, con tutte le vie a U… Via dell’Umidità, Via dell’Umanità, Via dell’Unità. La immaginavo come una strada alta e stretta e scura, piena, appunto, di umidità e la vedevo attraversata da gente allampanata, scura, con l’ombrello aperto, come i personaggi del Signor Bonaventura. Eppure, così nel centro centro di Roma dove sta, mi attraeva e mi sarebbe sempre piaciuto andarci a vivere. Tanto, pensavo, poi l’umidità la posso asciugare.Così, diventato grande, le strade mi sono continuate a piacere solo per i nomi che hanno… ce ne sono alcuni magici… Piazzetta del Bel Respiro, Via dei Cessati Spiriti, la stupenda Via di Ponte Malnome… che chissà che nome doveva avere davvero. E poi i nomi latini… Vicolo in Publicolis…. e poi…

Strade da vedere

Posted in Strade da raccontare, Strade da vedere with tags , , , , , , , on febbraio 28, 2008 by guatantavara

A pensare a quanti film ambientati sulla strada ho visto mi viene da tornare indietro di un sacco di anni, quando il cinema era ancora… cinema e non solo film e c’erano i cineclub, i d’essai, e si andava a vedere le rassegne… tanto per non fare… Amarcord.Intanto, per prima cosa, separiamo i film di strada dai film sulla strada. Sulla strada è quando si vive in modo più o meno normale ed è l’avventura imprevista che viviamo sulla strada a segnare il nostro disagio; la strada è una quinta, un palcoscenico, un intervallo – lungo o breve ma destinato ad interrompersi – tra la monotonia e la normalità, tra la disperazione e il nulla. Ed è in genere più fuga che libertà. Di strada è quando è solo in strada che si vive. È quando non si scappa ma – casomai – si erra; la strada è un habitat, una giungla, un vagabondaggio, e il protagonista è un hobo del pensiero, dei sentimenti, ma anche del lavoro o dei rapporti familiari. Qui c’è sempre libertà, anche se dolorosa, negata, obbligata, anche se metaforica… anche se piena di cattiva terra, di senza patria.Come film “sulla” strada ho pensato a:

Stranger Than Paradise
(le verità di come siamo fatti dentro nascosta nel labirinto di destini che si incontrano. Bellissimo. E dello stesso regista – Jim Jarmush – anche Daun bai lo , quello con John Lurie, Tom Waits e Benigni, è del medesimo genere)

Honkytonk Man
(viaggio di un uomo – con nonno e nipote – distrutto dall’alcol. Alla ricerca di che? Molto bello)
Il Sorpasso
(la strada è come il mondo che ci circonda. Appunto, che ci circonda, non in cui siamo immersi. Per questo lo metto in questa categoria, ma potrebbe benissimo appartenere all’altra. Un gioiellino)
Fandango
(strambo addio al celibato dato attraverso un viaggio in auto fino al Messico verso una mitica festa. Stupende le scene della lezione di volo e paracadutismo. Niente di speciale)
Sugarland Express
(Ricalca un po’ la storia di La Rabbia Giovane (v. oltre), ma a differenza di quello, qui la strada è esterna alla vita. Come il mare ne Lo Squalo la strada è un pretesto con cui il Potere esagera i pericoli di innocui fuggitivi, costretti a diventare cattivi, e sterminarli. E’ l’altra metà di Duel: mentre lì il male è angosciosamente senza identità qui il male fa Potere di nome e America di cognome. Da vedere una volta l’anno)
Come film di strada penso sempre a:
Easy Rider
(il film on the road per eccellenza. Tutti lo conoscono, molti lo hanno amato, pochi lo vedono ancora. Intramontabile, con quella schitarrata di Born to be wild)
Paris, Texas
(i dilemmi del vivere articolati nei rapporti padre-figlio, trovarsi-perdersi, capirsi-smarrirsi, amore-solitudine viaggiare-soffrire. Incantevole)
Nel Corso del Tempo
(dire che è un film è come dire che la Divina Commedia è un insieme di terzine di endecasillabi a rima alternata. . . davvero non trovo parole per raccontare uno dei film più belli di sempre. . .)
La Rabbia Giovane
(le terre cattive lungo cui la vita viene inseguita, derisa, estorta. I due sono Cappuccetto Rosso disperati e destinati alla distruzione. Altro che nonna e cacciatore buono. Qui sono tutti lupi. In effetti – a ben pensarci – potrebbe essere anche un film “sulla” strada… Straordinario)
E si potrebbero citare ancora Punto zero (ma non vale un granché) Duel (ma non saprei a che categoria appartiene oltre al noir più noir…). E poi ci sono i film in cui non c’è proprio una strada, ma si svolgono sulle via di una città… come Fuori Orario (non è un viaggio sulla strada non è la vita di strada, è l’inferno nella via sotto casa.
Indimenticabile)

Guatan Tavara

Posted in Guatan Tavara with tags , , , , on gennaio 8, 2008 by guatantavara

Guatan Tavara è la strada che porta altrove. Nasce alla fine del tempo e muore dove il tempo inizia. E’ la strada che va in nessun luogo e in tutti i luoghi del mondo. Può essere ovunque e essere stata per sempre. Lungo Guatan Tavara incontri personaggi mai esistiti e te stesso. Attraversa città inventate e inevitabili, impossibili e radicate nel tempo

.