…al termine della notte


“Ho finito per addormentarmi sulla domanda, nella mia notte privata, quella bara, tanto ero stanco di camminare e di non trovare niente.”

In questo tuffo nelle strade dell’anarchismo e dell’eresia letteraria, e in una notte che chissà perché non mi lascia presagire che strade inutili, dopo Stigerman incontriamo uno scrittore controverso, impossibile da amare, casomai da detestare per come la pensava, ma la cui scrittura ci attrae come le efemere alla lampada. Louis-Ferninand Céline. E il romanzo è Viaggio al termine della notte.
D’altra parte come non essere attirati da un pezzo così.

Non avevo risposte. Ci si può perdere andando
a tentoni tra le forme trascorse. È spaventoso
quante ce ne sono di cose e persone che
non si muovono più nel tuo passato. I vivi
che si smarriscono nelle cripte del tempo
dormono così bene con i morti che perfino
un’ombra già li confonde. Non si sa più chi
risvegliare quando si invecchia, se i vivi o i morti.

E’ lungo una strada contorta e nichilista il viaggio di Céline al termine della notte. Popolato di persone rese di un normale cinismo dagli occhi stessi dell’autore.

Come questa

Allora i sogni affiorano nella notte per andare a incendiarsi
nel miraggio della luce che si muove. Non è affatto la vita
quello quel che accade sugli schermi, resta dentro un grande
spazio torbido per i poveri, per i sogni e per i morti. Bisogna
fare in fretta a ingozzarsi di sogni per attraversare la vita
che vi aspetta fuori, usciti dal cinema, resistere qualche
giorno in più attraverso quell’atrocità di cose e uomini.
Uno sceglie tra i sogni quelli che gli riscaldano meglio
l’anima. Per me, lo confesso, erano quelli sporchi.

Ma sono le domande sul tempo passato, sul riconoscere anime che nemmeno ce l’hanno, un’anima, sui perché del nulla ad affascinarmi maggiormente.

Scopri in tutto il tuo passato ridicolo tante di quelle ridicolaggini, inganni, credulità, che vorresti forse smettere di colpo d’essere giovane, aspettare che la giovinezza si distacchi, aspettare che ti sorpassi, vederla andarsene via, allontanarsi, guardare tutta la sua vanità, toccar con mano il suo vuoto, vederla ripassare ancora davanti a te, e poi tu andartene, essere sicuro che se ne è proprio andata la tua giovinezza e in gran tranquillità, per conto suo, tutto suo, ripassare piano piano dall’altra parte del Tempo per guardare davvero com’è che sono la gente e le cose.

Per concludere con queste annichilenti parole, che non lasciano speranza.

La vita è questo, una scheggia di luce che finisce nella notte.
E poi, forse non si saprebbe mai, non si troverebbe niente. È questo la morte.

E’ un modo non allegro di chiudere un post, per la verità, ma serve un po’ a compensare futuri scherzi, lazzi e sciocchezze e ogni sorta di nefandezze scribacchine che avveranno lungo Guatan Tavara.

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5 Risposte to “…al termine della notte”

  1. un titolo che mi affascina, quasi mi ossessiona, da anni, ho comprato il libro e però ne leggo sempre qualche altro…

  2. Sembra affascinante quetso libro. Penso che lo leggerò. Mi piace questo blog, in bocca al lupo per il libro.

  3. guatantavara Says:

    Sì, affascinante è la parola giusta, anche se in certi punti il nichilismo di Céline-Bardamu è irritante. Se fosse un film lo metterei nella categoria dei film dell’assenza. Però alle volte nasconde anche tanta tenerezza. Quella di chi non ha mai ricevuto né dato amore. Perché non lo reputa cosa di questo mondo.

    Benvenuta Vale lungo Guatan Tavara. Anche il tuo blog mi piace, Se non hai nulla in contrario lo linkerei a GT. Azzo, che brutta parola… “lo linkerei”, ha un non so che di lumacoso. Diciamo meglio, lo aggiungerei alla lista dei miei blogroll… Meglio, no?

  4. alessandro cavoli Says:

    Salve,
    Ho un monologo su Celine da “Il viaggio”,
    avete dei contesti teatrali o non dove credete possa essere rappresentato,
    grazie teatrorigodon alessandro cavoli

  5. guatantavara Says:

    Benvenuto Alessandro. Ti auguro che qualcuno dei lettori di Guatan Tavara possa rispondere positivamente alla tua richiesta, anche se così, senza sapere altro (ad esempio… in che città? quanto dura il monologo? lo hai già presentato da qualche parte?) non è facile rispondere.
    Ad ogni modo, la tua proposta sta qui e se ci sarà qualcuno interessato si farà avanti di certo.
    In bocca al lupo.

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