La vera storia di Guatan Tavara


Quando, nel lontano 2002, a pagina trecentoundici, scrissi l’ultima parola di Guatan Tavara (che per inciso è mare… una vera rivoluzione della letteratura, no?) fu una bella soddisfazione. Mi dissi è fatta, a breve lo vedrai in tutte le librerie, tradotto in urdu e maori, guaranì e iddish, islandese e sanmarinese. Ti verranno ad intervistare dall’Università di Upsala e Tampere, anzi ti inviteranno ad una convention di scrittori visionari su una nave di legno pregiato al largo della marka norvegese. Finirai a Che tempo che fa, presentato da Philippalagerback. Costanzo lo rifiuterai per via del marito, pardon, moglie. Il massimo sarà quando ti chiederanno il parere sui prossimi mondiali di calcio. E in effetti sta andando così, più o meno. Per ora sono ancora in fase di attesa, ma a breve comincerò il tour. O forse dovrò aspettare la postumità, forse dovrò attendere che le mie ceneri siano disperse dai miei amici lettori lungo Guatan Tavara e allora sì, avrò la gloria che la storia merita. D’altra parte anche Strade Blu William Least Heat-Moon ha dovuto inviarlo a nove editori nove prima di vederselo pubblicato. Per ora, intanto, zitta zitta, la storia di Guatan Tavara l’hanno letta una decina di amici e amiche. Cioè, ho dato il digitalscritto ad una decina di persone, quattro lo hanno letto tutto e mi hanno anche mandato commenti, suggerimenti, consigli per… migliorarlo, tre non ce l’hanno fatta a finirlo (ma perché era troppo bello per loro… faceva troppo male al cuore ed hanno dovuto interrompere la lettura). Degli altri lettori potenziali non so più nulla. Forse si sono persi lungo la strada.
La storia di Guatan Tavara è nata per caso ma è stata fortemente voluta, coccolata, accarezzata, guidata per mano, da Ruutbana ad Antimathala. Ci avrò messo circa 4 o 5 anni, lavorandoci a ritmo esponenziale, anzi logistico, perché l’asintoto della conclusione vera non lo raggiungerò mai. Ogni volta che rileggo la storia cambio qualcosa con il sostituisci tutto… tipo il nome di qualche città o “cominciare” con “iniziare” e cose del genere. Quando ho iniziato a scriverla non sapevo dove sarei andato a finire, era tutta un’altra storia, poi, un po’ la mia tigna proverbiale, un po’ l’incidente di moto, con tanto di sedia a rotelle per un mese e tanto tempo a disposizione per la prima volta nella vita, un po’ perché so scrivere davvero molto bene… il racconto ha preso un bella piega, anzi è proprio il caso di dire… una bella strada.

E ora vi racconto la sua vera storia… senza che perdiate tempo a leggerla.

Ma prima di cominciare vorrei confessare una cosa. Sono sempre molto contento di averla scritta questa storia, ma per motivi del tutto differenti da prima. Il fatto è che mi sono divertito da matti a scriverla, tanto che non appena finito mi sono sentito solo, mi mancavano i suoi personaggi, gli incontri fortuiti, le storie intrecciate, che non so ancora nemmeno io come siano potuti venire fuori. Volevo ricominciare daccapo… e non è detto che prima o poi non lo faccia, cambiando nomi e intrecci, dialoghi e… finale. Tanto sono io il suo padrone assoluto. Forse.

Guatan Tavara è stata – più che un lavoro di fantasia – un certosino lavoro di documentazione, ricerca, ritaglio, selezione, costruzione, confronto, intarsio, incastro, verifica. Mi sono divertito a cercare nomi e collegamenti, recuperare lingue perdute, ricostruire pezzi di memoria di me e del mondo, trasformare un appunto preso in metropolitana in dialogo. Mentre scrivevo mi dicevo, quante altre storie scriverai? Nessuna, e allora mettici tutto quello che pensi e che sei, che fai e che vorresti fare, recupera tutti gli scritti del tempo delle passioni, delle poesie scritte a matita, le liste delle cose belle e di quelle brutte… e, insomma, scrivitelo per te, dallo casomai alle persone più care, forse lo custodiranno con cura, proprio perché è tuo.

Annunci

6 Risposte to “La vera storia di Guatan Tavara”

  1. Insomma…..in fondo ad un cassetto ho conservato qualche foglio. Dentro ci sono dei personaggi visionari che attraversavano tempi cupi in una terra sconosciuta o, forse, troppo mutata. Uno si chiamava Alone. Un’altra, mi pare, Candor. Ci sono anche loro dentro Guatan Tavara?
    O si sono trasformati ? Hanno preso altre strade? Altri nomi ?Sono riusciti a raggiungere una meta?

  2. millebolle Says:

    Insomma lo dico anch’io…La curiosità ormai cresce e l’estate è alle porte. Quale migliore momento per leggersi le 311 pagine di questa storia? Ti dico che ho provato a leggere i primi capitoli che sono su questo blog, ma per me una storia è qualcosa di fisico, deve essere adagiata su di un foglio di carta.
    E prima che questa storia si trasformi di nuovo, mi piacerebbe leggerla e, perchè no, far parte del piccolo gruppo che la custodirà…

  3. Questa idea di Millebolle ( i custodi della storia ) mi piace molto. Che ne dici, Guatan Tavara?

  4. guatantavara Says:

    Per uno che non butta mai nulla, sapere che esistono altri custodi di storie e memorie è una vera gioia.
    Come vedete ho un po’ cambiato look al Blog, e in questo lifting ho tolto anche i primi capitoli di GT. Perché ha ragione Millebolle, una storia va palpeggiata per essere goduta fino in fondo. Neanche io sono mai riuscito a lavorarla solo davanti allo schermo. Occorre la fisicità.
    Quindi, d’ora in poi, niente versione digitale. E allora, se si volesse leggerla davvero la storia di Guatan Tavara, basterà chiedermelo…

  5. anche bruce vuole far parte del gruppo di lettura di GT

  6. guatantavara Says:

    Per quanto riguarda i nomi di GT, non vi sia lunga l’attesa, ma intanto, per calmare gli animi, dirò che la versione Alone-Càndor è apocrifa e la rinnego. In effetti così era stata trovata in qualche manoscritto polveroso trovato nella biblioteca riemersa dagli scavi della antica e sepolta città di Thaaa, ma poi qualcuno, con tatto e una buona dose di sadismo (tanto ci deve aver goduto) notò che dare ai protagonisti di una storia tali nomi, poteva andar bene per la pubblicità di… uno smacchiatore, al massimo per una lavatrice… quindi… la rinnego…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: