Io vado avanti quanto è lungo il sempre


I advance for as long as forever is

Mi hanno sempre affascinato i versi di Dylan Thomas. Ci trovo una magica mescolanza di simbolismo e underground. Ci sento una poesia che non nasce dal cuore, e nemmeno dalla mente, ma dall’ancora più profondo.

Si potrebbe dire, parafrasando Pascal… la mente ha follie che la follia non conosce…

Sarà perché sento i suoi versi sempre in cammino, ma sempre a metà strada del viaggio.
Anche se parla raramente di strade, sulla strada Dylan Thomas c’è sempre, come quando dice…

Ventiquattro anni mi rammentano le lacrime degli occhi.
[…]
Nell’arco della porta naturale stavo accosciato come un sarto
A cucirmi il sudario per il viaggio
[…]
Verso la meta conclusiva, la città elementare,
Io vado avanti quanto è lungo il sempre.

…versi che detti in originale suonano ancora più belli.

Twenty-four years remind the tears of my eyes.
(Bury the dead for fear that walk to the grave in labour.)
In the groin of the natural doorway I crouched like a tailor
Sewing a shroud for a journey
By the light of the meat-eating sun.
Dressed to die, the sensual strut begun,
With my red veins full of money,
In the final direction of the elementary town
I advance for as long as forever is.

Chissà perché non mi fa pensare tanto a Bob Dylan (ovviamente è Bob Dylan che mi fa pensare ai suoi versi) quanto ai primi Pink Floyd, quelli di Ummagumma o ai Jefferson Airplane.

Il cielo è lacerato lungo questo
Cencioso anniversario di due esseri
Che percorsero tre anni in armonia
I lunghi viali delle loro promesse.

The sky is torn across
This ragged anniversary of two
Who moved for three years in tune
Down the long walks of their vows.

E certo è che poeta più visionario di lui è difficile da trovare…

La tenebra è la via, la luce il luogo;
Il Cielo, che mai fu
Né sarà mai, è eternamente vero,
E in quel vuoto roveto,
Fitti come le more nei boschi,
I morti crescono per la Sua gioia.

Dark is the way and light is the place,
Heaven that never was
Nor will be ever is always true,
And, in the brambled void,
Plenty as blackberries in the woods
The dead grow for Him Joy.

E ancora la strada

Io non dovrò, percosso sulla strada incendiata e vacillante,
Voltarmi a fissare un vecchio anno
Che brucia e crolla in un guazzabuglio di torri e gallerie
Come nei quadri maltrattati dai ragazzi?

Shall I, struck on the hot and rocking street,
Not spin to stare at an old year
Toppling and burning in the muddle of towers and galleries
Like the mauled picture of boys?

Ci sono poi versi di una bellezza lancinante

La palla che lanciai giocando nel parco
Non è ancora scesa al suolo.

Oppure
La sete è spenta, la fame placata,
E lungo il cuore ho uno spacco;
La faccia è smunta allo specchio,
Le labbra smorte dai baci
Ed è smagrito il mio petto.
Una ragazza allegra mi prese per uomo,
La stesi giù e le narrai il peccato,
Le misi accanto una rosa d’ariete.

Che dire?

Dai sospiri nasce qualcosa,
Ma non dolore, questo l’ho annientato

E la morte non avrà più dominio.
Sotto i meandri del mare
Giacendo a lungo non moriranno nel vento;

Penso si possa finire qui…

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Una Risposta to “Io vado avanti quanto è lungo il sempre”

  1. loredana serino Says:

    io vado avanti quanto è lungo il sempre…..
    verso la città fiorita
    che ha luogo nel mio cuore

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