Strade per trovarsi, strade per perdersi


(dedicato a chi si sta cercando. E a chi si sta perdendo)

Le strade per trovarsi sono nascoste in un mare d’erba, le vedi oscillare tra le onde che la prateria fa sotto i colpi di un vento scortese.

E trovarsi è come si trovano ta loro le foglie, una accanto all’altra, piegate dagli stessi colpi di vento e per le stesse speranze ritornate erette.
Fino a toccarsi e riconoscersi.

Le strade per perdersi sono nascoste in un mare di corpi che si stringono e si allargano,

si sfiorano e non si sentono, si fermano e si travolgono,
e solo lo sguardo si può incontrare, riflesso nell’aria pesante di una discoteca,
piena di odori e di stanchezza,
o dentro una metropolitana di sera, agorà del disinteresse,
attraversata dal tremore della solitudine,
mentre un Mosè narrante apre la strada delle cose fatte insieme,
e dentro ci si perde, controcorrente, verso la nostalgia,
faticando come se si camminasse per una strada che non c’è,
se non inventata.

Le strade del trovarsi sono nascoste in un mare di pensieri solitari e di scrigni, riempiti un po’ alla volta di parole in sospensione.
Fanno pensare alla neve che cade, si posa e mai svanisce,
sono i pensieri nascosti tra luoghi segreti e altri affetti, case solitarie in lontananza.
E restano lì per anni, come foglietti sgualciti, senza che nessuno ci possa più scrivere sopra,
bacheche di appuntamenti telepatici, a cominciare un pensiero e vederlo trasformato in frase,
chi mette dove e chi mette quando e tutti e due a mettere amore,
ma a gocce, che non si stanchi, a ingiallire la carta, riflessi su specchi che si rincorono nel tempo
per ritrovarsi, le mani raggrinzite dall’età, ossute,
ad aspettarsi ancora, come per sempre in punto di vita.

Le strade del perdersi sono nascoste dentro un mare infinito,
a dondolare di morsi e giravolte.
A immaginarsi mischiati in una tana, riempita di insonnia e pigrizia, talpe calde fatte di coda e calore.
Rotolare in guerre di posizione, strusciando come dentro gallerie d’amanti, a indovinare dentro quale piega ci si sta perdendo,
attacchi all’arma bianca, i fiati appiccicati ai ventri come tepore di un alone che s’appanna al vetro freddo, giostra completa di possedimenti e tregue.
Andirivieni tormentoso e umido. Fino alle sazietà dell’alba.

Le strade del perdersi e del trovarsi sono nascoste in un mare di nuvole,

corridoio lungo cui scorre un’identica lunghezza d’onda,
assiepati sulla stessa nota di un pentagramma, come alzavole a riposo lungo i fili del telegrafo,
nel volo che fanno tra il nord e la sopravvivenza.

Le strade per perdersi e per trovarsi sono come il mare la mattina presto,

quando delle onde si sente anche il rumore, quando arrivare a riva per loro è come morire, ma dolcemente, senza sforzo.
E prima di frangersi si riconoscono l’un l’altra, richiamandosi allo stesso destino.
Ed hanno un colore che non fa pensare al mare ma ad un altrove.
E altrove sono. Si perdono e si trovano.
E altrove sono.

Annunci

Una Risposta to “Strade per trovarsi, strade per perdersi”

  1. rotolare in guerre di posizione…parafrasando mathilda (natalie portman) in Leon, il film di luc besson del 1994, con jean reno: “che frase cazzuta!”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: