Strade senza uscita


Si potrebbe fare il gioco di che titolo dare alle strade di questi giorni, se non fosse che c’è poco da giocare.

Strade senza uscita? Vicolo cieco? Autostrada per l’inferno? Viale del tramonto? Partiti e… mai arrivati? Verso discese senza fine? Il tunnel della paura?

Non è facile parlare di politica. In genere. Si rischia sempre di scimmiottare i tromboni dei Ballarix o Matrarò. Figurarsi oggi. Quindi dirò solo alcuni dati di fatto, incontestabili, dei primi che mi vengono in mente a caldo.

1) Eravamo il paese dell’Europa occidentale con il più forte partito comunista, fino a raggiungere quasi un terzo della popolazione, siamo oggi l’unico paese europeo senza sinistra in Parlamento. Zero eletti.

2) Lo schieramento “progressista” ha avuto due volte le redini del paese e per due volte non è riuscito a tenere in piedi il governo per tutta la legislatura.

3) In queste elezioni, a sinistra del PD c’erano: Sinistra Arcobaleno, Partito Comunista dei Lavoratori, Sinistra Critica, Socialisti. E altri. Anche non considerando il Partito Socialista e il Partito di Alternativa Comunista (assieme ai quali avrebbero ottenuto il 5%), le tre coalizioni di sinistra avrebbero raggiunto il quorum del 4%, sfiorando il risultato di Italia dei Valori che ha preso 28 seggi (4,37% contro 4,11%). Qualcuno sa spiegarmi che senso ha? Si potrebbe fare ora un unico Partito, Sinistra Autocritica.

4) E ora il gioco del poker. Gli ultimi cinque Governi usciti dalle elezioni sono stati: Berlusconi, Prodi, Berlusconi, Prodi, Berlusconi. Full di B con P.

5) Ma forse è meglio giocare alle estrazioni della tombola. Nel 1994, al tempo del primo Governo Berlusconi, Rutelli era sindaco di Roma, avendo battuto a dicembre dell’anno prima Fini. Nel 1996, nel primo Governo Prodi, che aveva vinto contro Berlusconi, Veltroni era vicepremier, mentre Rutelli era ancora sindaco. Nel 2001, nel secondo Governo Berlusconi (che aveva vinto battendo Rutelli), Fini era vicepresidente del Consiglio e Veltroni era sindaco di Roma. Nel 2006, il Governo Prodi – un volta battuto di nuovo Berlusconi – aveva Rutelli come vicepremier, mentre Veltroni restava sindaco, avendo battuto Alemanno. Dopo le elezioni del 2008 Berlusconi sarà presidente del Consiglio, avendo battuto Veltroni, mentre Rutelli se la vede (male) con Alemanno per provare a tornare a fare il sindaco di Roma. Ambo, terno, quaterna, cinquina e tombola.

Mi raccomando, appuntamento al 27 e 28 Aprile, anche se mi sento come fossi lì, sulla Via Aurelia, sotto il Vaticano, poco prima di quella maledetta curva in discesa, sui sampietrini, mentre piove. Col mio scooter a gomme lisce e senza freni…

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11 Risposte to “Strade senza uscita”

  1. strade senza uscita o strade che non arrivano mai da nessuna parte, come quei disegni di Escher, splendidi e angoscianti, in cui cerchi, invano, di riconoscere l’inizio e la fine.

  2. guatantavara Says:

    Ecco, mi sa che Escher capiva di politica più di molti altri… e secondo me non solo di politica, conosceva molto bene la vita, ciò che c’è al di qua di noi e ciò che c’è al di là di noi… e pure – più di tutto – ciò che c’è dentro di noi.

    Ad ogni modo la fregatura stavolta è che le strade sono arrivate da qualche parte, eccome… se sono arrivate. Dritte dritte contro un muro. Peccato che ce lo siamo costruiti da soli!

  3. http://www.mcescher.com/

    se anche gt ama escher il suo sito ufficiale è tutto da cliccare.

  4. speriamo bene per la tombola di domenica…ma la preoccupazione è FORTE. Vogliamo scomodare ancora Escher per spiegare la sensazione di No way out?

  5. Mi spiace davvero anche per voi di Roma. E mi spiace per tutta l’Italia. Saranno tempi bui….Qui nelle nebbie delle nord tutti lamentano la sconfitta ma , caspita, allora chi li ha votati gli altri ?
    In bocca al lupo a tutti noi.

  6. escher non basta più…bisognerebbe ripercorrere con umiltà le strade di questi ultimi anni e capire dove si è perso il filo. Ma chi può farlo?

  7. guatantavara Says:

    …eppure, bastava poco. Non scegliere Rutelli per esempio. Sarò troppo duro, ma era impresentabile. Un perdente. Speriamo esca definitivamente di scena. Lui e la sua corte di imbellettati.

    E adesso voltare pagina. Ci servirà ad uscire dall’ambiguità, dal dovere dire sì per forza, dal votare a naso tappato, dallo smettere di seguire finti progressisti e veri arrampicatori politici.
    Ora mi sento libero di continuare il mio impegno per l’ambiente, per l’uso sociale degli spazi pubblici, per un mondo di sussidiarietà, per riprenderci il diritto di essere cittadino non da consultare ma con cui fare. Mi sento libero di stare… dalla parte giusta.

    Non mi sento liberato da, ma libero di

  8. Forse non lo sai, Guatantavara, ma quello che dici “per riprenderci il diritto di essere cittadino non da consultare ma con cui fare” é quello che noi qui da anni mettiamo in pratica. Mi fa piacere che altri stiano pensando di imboccare questa “strada”. Sappi però che é una strada difficile, piena di trappole, di pericoli, abitata da mostri imbellettati. Buona fortuna a tutti coloro che non seguono la strada imposta ma che ne scoprono un’altra. Individuata con il cuore e attraverso la libertà che hanno dentro di se.
    Buon Primo Maggio a tutti.
    Heath

  9. guatantavara Says:

    Forse non lo sai, Heath, ma se vedessi i miei capelli ex-brizzolati capiresti che qui non si tratta di altri che stanno pensando di imboccare quella “strada”, avendola già imboccata e percorsa da un pezzo, pensa… da prima che nascesse Guatan Tavara. Avevo persino i capelli scuri.

    Ma voi del nord sempre primi della classe volete essere? Vabbé che ora ci comandate con l’olio di ricino e continuate a rubare gli scudetti, ma ecco, sulla sussidiarietà non transigo…

    :-p

  10. Uffa, Guatan Tavara…dici “voi del Nord”, sicuramente pensando a tutto l’arco alpino!!!! Io intendevo ” noi del nord che occupiamo un minuscolo territorio a nord-ovest “, quello che l’ormai ex-ministro Di Pietro ha definito ” un pezzettino infinitesimale ” del terrorio nazionale.. Ma non lo sa il Signor Di Pietro che sono i granelli di polvere che bloccano gli ingranaggi?
    Non volevo salire in cattedra, volevo accomunarci a voi ” de Roma “, che sicuramente avete lottato e lottate e siete costretti ora a vedere braccia tese davanti al Quirinale…
    Mi raccomando però ( suggerimento nordico ): schiene diritte!
    :-PPPPPPPP

  11. guatantavara Says:

    Vabbé, davanti a tante linguacce, ritratto. Scherzavo con voi del nord. Anche perché sì alleggerire, ma c’è comunque poco da scherzare. Specie oggi che è un’altra giornata nera (ogni riferimento al colore non è casuale).
    Non ho altre parole da aggiungere al pensiero di un ragazzo ucciso a calci e pugni.

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