Strade in versi


Se cantare le strade è facile, fin troppo forse, non la stessa cosa succede con la poesia.
O almeno, io ho trovato con difficoltà versi che la strada la recitano.

Ci sono molti versi isolati, belli, ma senza lo spirito dell’erranza, il senso del vagabondare, non è facile trovare il motivo dominante del cammino né dello starci sopra le vie o del vivere la strada.

Eppure, alcuni versi che ho trovato sono bellissimi…

Potrei cominciare con questi…

Ogni giorno decapita un’ora all’infanzia
lascia all’occhio il tempo
________e al tempo lo spreco
la stazione merci e il vapore
________ delle locomotive e lo sporco pigro fiume
che si trascina via la strada della miniera
________ la strada regia verso Przesklabje
________ infanzia eterna
dove le tue immagini crescono da fumo e sogno e fiamme.

Anche perché questa stessa poesia, Infanzia a Gleiwitz, di Horst Bienek, poeta tedesco contemporaneo, ad un certo punto fa così…

E’ infanzia ricordo
o ricordo infanzia
________ che cosa rimane
________ un gesto un sorriso la carezza sopra i capelli
allarme aereo un bacio dovuto
________ che si è atteso invano una sera
________ una stanza
________ riempita di vuoto
________ moltiplicata con la notte

Sono versi che con la strada c’entrano poco ma sono belli lo stesso…

(1 – continua… con Dylan Thomas, Liriche cinesi e tanto altro…)

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11 Risposte to “Strade in versi”

  1. Trillian Says:

    Io ne conosco una di Pier Mario Giovannone:

    Sappi che tutte le strade

    Sappi che tutte le strade, anche le più sole
    hanno un vento che le accompagna

    e che il gomitolo, forse
    non ha voluto diventar maglione

    che preferisco non imparare la rotta
    per ricordarmi il mare

    Qui la potete ascoltare letta da Gian Maria Testa:

  2. pupa mannara Says:

    “Ogni mio momento
    io l’ho vissuto
    un’altra volta
    in un’epoca fonda
    fuori di me

    Sono lontano colla mia memoria
    dietro a quelle vite perse
    Mi desto in un bagno
    di care cose consuete
    sorpreso
    e raddolcito
    Rincorro le nuvole
    che si sciolgono dolcemente
    cogli occhi attenti
    e mi rammento
    di qualche amico
    morto
    Ma Dio cos’è?
    E la creatura
    atterrita
    sbarra gli occhi
    e accoglie
    gocciole di stelle
    e la pianura muta
    E si sente
    riavere”

    Risvegli, Ungaretti… La strada di un vivere cosciente

    E poi, non posso fare a meno di ricordare una poesia magnifica. L’originare russo ha una musicalità che non è possibile rendere del tutto nella traduzione. Per darvi un’idea, il primo verso, traslitterato, suona così:

    vychazhù odìn ja na dorògu

    “Solitario io esco sulla strada;
    splende tra la foschia la via sassosa;
    calma è la notte. Si affisa in Dio
    il deserto. E stella parla a stella.

    In alto il cielo è solenne e mirabile!
    Dorme la terra in un fulgore azzurro…
    Cosa dunque mi tormenta e m’angoscia?
    C’è qualcosa che attendo, che rimpiango?

    Già non attendo io nulla dalla vita,
    e del passato non rimpiango nulla.
    Vado cercando libertà e quiete!
    Vorrei scordare me stesso, dormire,

    e non del freddo sonno del sepolcro…
    sì, per sempre dormire, ma che in seno
    riposino le forze della vita,
    e il petto, nel respiro, si alzi lieve;

    che una tenera voce, notte e dì,
    mi carezzi l’udito, canti amore,
    e reclini e stormisca bruna quercia
    su di me, verdeggiando in eterno.”

    Se dovesse esistere il Paradiso dei poeti, spero che Lermontov – morto a soli 27 anni – vi abbia trovato la “tenera voce” che gli canti l’amore che egli, in vita, cantò in maniera splendida. Si capisce che lo adoro? 🙂

  3. pupa mannara Says:

    Naturalmente, Verlaine…

    “Andavo per perfidi sentieri
    incerto dolorosamente.
    Le vostre mani mi fecero da guida.

    Così pallida sull’orizzonte lontano
    riluceva una tenue speranza d’aurora:
    il vostro sguardo fu il mattino.

    Nessun rumore, tranne il suo passo sonoro,
    dava coraggio al viaggiatore.
    La vostra voce mi disse: “Vai avanti!”.

    Il mio cuore impaurito, il mio tetro cuore
    piangeva, solo, sulla triste via;
    l’amore, delizioso vincitore,

    ci ha riuniti nella gioia.”

    Ancora Verlaine:
    “Oh, il fiume nella strada!
    Apparso come in sogno
    dietro un muretto di cinque piedi,
    svolge senza un sussurro
    l’onda opaca ma pura
    per i quieti sobborghi.

    La strada è molto larga,
    e così l’acqua gialla come una morta
    scorre ampia e senza speranza
    di riflettere altro che la bruma
    anche quando l’aurora accende
    i cottages gialli e neri.”

  4. guatantavara Says:

    Chi mi conosce sa che il mio sport preferito è… mescolare, confondere, sovrapporre… quindi chi ci dice che mentre non si legge una delle poesie che avete messo non si possa sentire anche della musica?
    Alla poesia di Giovannone io accoppierei… che ne so… Robert Wayatt… Cuckooland… l’attacco di Mister E.
    A Risvegli… non c’è dubbio… Wim Martens… la bellissima Struggle for Pleasure.
    Più difficile Lermantov, non ci sta male Memory, da Angels of the Universe di Hilmar Orn Hilmarsson & Sigur Ros

    E Verlaine?… i Joy Division di Atmosphere?

    I giochi si mischiano… come piace a me… perché a questo punto non ci proiettiamo anche qualche foto? Permettete che metta qualcuna delle mie? Così, tanto per gonfiarmi un po’ prima del sabato sera…

    Lo so… ora qualcuno degli ospiti di questo blog lunedì mi accoglierà con la consueta domanda… stavolta chi era il tuo pusher?… ma tanto ci sono abituato…

  5. Mi inchino di fronte al vostro smisurato sapere.
    Vado, come al solito, di fretta.
    Quindi vi lascio un’impressione, uno sguardo. Un frammento.
    Un haiku ( una delle forme poetiche che più amo ).
    La strada c’é, proprio alla fine ,in quel St. così contratto.
    E dentro l’haiku c’é tutto lo stupore di chi guarda chi ama attraversare la strada ventosa.Di chi trasforma il suo sguardo in un’idea altra di bellezza e di vita.

    morning
    your red nylon mac
    blown like a poppy across Hardman St.

    Si chiama proprio così, “Haiku”, ed é di Adrian Henry.

  6. Trillian Says:

    L’accostamento Giovannone-Wyatt mi paice molto.
    Ma in realtà la poesi adi Giovannone ha già una sua musica….Nell’album di Gianmaria Testa “il valzer d’un giorno” viene letta tra queste due canzoni:

    “le traiettorie delle mongolfiere”

    “Come le onde del mare”
    http://www.google.it/search?hl=it&sa=X&oi=spell&resnum=0&ct=result&cd=1&q=robert+wyatt&spell=1

    come vedi sono in molti ad amare le mescolanze……

  7. Trillian Says:

    Scusa, il link corretto per “Come le onde del mare” è questo

  8. un classico di Mina, Viaggiare, le strade di Lucio Battisti e Vasco Rossi

    http://it.youtube.com/watch?v=ibsYzXqVNCM
    mina

    http://it.youtube.com/watch?v=ik5VsUgfWyE

    Sì viaggiare evitando le buche più dure, senza per questo cadere nelle tue paure

    http://it.youtube.com/watch?v=l5C6mttUwCA
    Mi sono alzato mi son vestito e sono uscito solo solo per la strada ho camminato a lungo senza meta

    http://it.youtube.com/watch?v=Lcz_LM91jSU
    Per te che di mattina torni a casa tua perché per strada più nessuno ha freddo e cerca più di te

  9. guatantavara Says:

    …vabbé mischiare… ma qui si esagera… volete superare il maestro dell’incasinamento?

    Facciamo un po’ d’ordine: Le canzoni andrebbero nel post delle canzoni, gli haiku nel blog di Carlo, i link magari mettiamo quelli corretti, eh?… e gli inchini… gli inchini facciamoli ai principi.

    …altrimenti questo blog me lo incasinate… più di quello che già è!

  10. guatantavara Says:

    Ci sono poeti grandissimi e dimenticati.
    Alcuni girovagavano per le strade dell’anima.
    Uno di questi è Dino Campana… e questa è…

    La petite promenade du poète

    Me ne vado per le strade
    Strette oscure e misteriose:
    Vedo dietro le vetrate
    Affacciarsi Gemme e Rose.
    Dalle scale misteriose
    C’è chi scende barcollando:
    Dietro i vetri rilucenti
    Stan le ciane commentando.
    . . . . . . .
    . . . . . . .
    La stradina è solitaria:
    Non c’è un cane: qualche stella
    Nella notte sopra i tetti:
    E la notte mi par bella.
    E cammino poveretto
    Nella notte fantasiosa,
    Pur mi sento nella bocca
    La saliva disgustosa. Via dal tanfo
    Via dal tanfo e per le strade
    E cammina e via cammina,
    Già le case son più rade.
    Trovo l’erba: mi ci stendo
    A conciarmi come un cane:
    Da lontano un ubriaco
    Canta amore alle persiane.

    Ecco, trovo questa poesia tenerissima e disperata.

  11. pupa mannara Says:

    Inevitabile associazione di idee:

    Chiudo il tuo libro,
    snodo le mie trecce,
    o cuor selvaggio,
    musico cuore…

    con la tua vita intera
    sei nei miei canti
    come un addio a me.

    Smarrivamo gli occhi negli stessi cieli,
    meravigliati e violenti con stesso ritmo andavamo,
    liberi singhiozzando, senza mai vederci,
    né mai saperci, con notturni occhi.

    Or nei tuoi canti
    la tua vita intera
    è come un addio a me.

    Cuor selvaggio,
    musico cuore,
    chiudo il tuo libro,
    le mie trecce snodo.

    (Sibilla Aleramo)

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