Le strade di Milano luccicano insidiose, tra binari che si inseguono sempre e si incontrano mai, come amori sventati per un soffio
I portici di Bologna sono pazienti come tasselli di un mosaico
Sui lungotevere d’inverno sole e vento tormentano i passanti, come platani piegati da ombre e soffi di stanchezza
Nelle piazze di Roma vedi passi che potrebbero essere tracce di te stesso
Le calli di Venezia sono evanescenti come ombre all’alba
Nelle vie di Radicofani vedi i colori tenui di passi che vanno verso dove nessuno sa
Le strade di Cairano si avvolgono tra loro e accarezzano la terra come domande senza risposta che si rincorrono nell’anima
Le strade di Orgosolo sono intagli silenziosi disegnati in segreto dalla terra, per nascondersi imprendibili agli sguardi
Le strade per San Gerardo danno alla terra la scrittura antica dei pellegrinaggi
Il Prato della Valle è come un sogno che ti ritrovi accanto lungo un giorno. Come rami spogliati in controluce. Foglie che al mattino vanno via senza perché
Le piazze di Trieste sono vuote e solitarie, inganni impietosi sottomessi al dominio di luci gelide come cuori
















