Archivio per la Categoria Strade inventate

Dentro il bosco del giallo e del blu

Posted in Strade inventate con i tag , , on Novembre 6, 2009 by guatantavara

Ci sono luoghi che entrarci dentro è come uscire fuori dal resto del mondo

ed entrare dentro noi stessi

a cercare sentieri che non sappiamo più dove li abbiamo perduti

se esistono ancora da qualche parte

se sono solo i nostri posti delle fragole

o viuzze nascoste in qualche pensiero a forma di sogno interrotto

E prima di entrarci, non stiamo lì a chiederci dove si va

perché è la strada che seguiamo ogni giorno

che ci porta dentro il bosco del giallo e del blu

dove non c’è nessun altro oltre te

Farewell Road (la strada dove si incontrano gli addii)

Posted in Guatan Tavara, Strade inventate con i tag , , on Agosto 4, 2009 by guatantavara

Farewell Road è la strada di chi va avanti senza curarsi mai del tempo.

Neve

Lì dove si incontrano strane forme di vita, sentieri popolati di memorie e disincanti,

sentiero

di occhi vivi come amori di una notte e frasi sospese come addii.

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Increspature dell’anima al momento del distacco

Increspature

Farewell Road è disseminata di addii che riempiono la notte come le ombre i ricordi.

Ombre

Ombre 2

Strade che scompaiono verso ciò che non potrà mai essere.

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Farewell Road è disseminata di fiori selvatici, costellazioni ininterrotte di solitudini che fanno della vita il prato unico del non sapere dove sei.

Prato unico

Lungo Farewell Road puoi trovare pietre miliari di solitudini che messe assieme formano il lungo tragitto dell’addio.

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Come Farewell Road, anche lungo Guatan Tavara puoi incontrare nessuno e a quel nessuno dire addio

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Kun’as – nel suo vagabondare alla ricerca di Càndor – riempie la sua assenza di incontri e smarrimenti.

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Via via che incontra e lascia sparire alle sue spalle Alces, Marcut, Rosco e la loro antica comunanza, Tigerio e le sue invenzioni, Rosellina e le storie del suo vecchio amato nonno, Darisé e la sua impossibile presenza, Kun’as lascia orme nella sabbia della vita, condannate a restare lì in attesa della prossima onda

Orme

Perché le strade degli addii non assomigliano a rinunce. Piuttosto discese al centro dove ogni giorno nasce il mondo

Sinai

Sono inevitabili come il sortilegio che fa alzare in volo l’alzavola verso sud,

Sortilegio

sono sguardi che feriscono senza sanguinare,

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sono fastidi come tossi notturne, hanno il profumo di un pomeriggio accaldato tra le colline, sul crinale immobile come sempre è aspettare settembre,

Crinale

il rumore di un respiro a perdifiato che si ritrova a rincorrere se stesso, fin dove persino il pensiero non alberga più.

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Come a ritrovarsi nel tempo in cui soli si incontrano i paesi disegnati nelle favole

Favola

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Come Guatan Tavara, anche questo Blog è popolato di passaggi fugaci, di anime silenziose che passano di qui senza lasciare traccia, che seguono l’andirivieni di queste pagine come l’onda inevitabile del mare torna là da dove si è certi di provenire.
Là dove si è lasciata l’anima per sempre.
Anche dopo aver percorso Farewell Road,
la strada dove si incontrano gli addii.
A tutti coloro che sono passati di qui senza lasciare traccia è dedicata questa favola

Come la luna questa notte sia sopra noi giunta, ci porremo in via

Posted in Strade inventate on Luglio 20, 2009 by guatantavara

Gli è ver che ti bisogna altro viaggio
far meco, e tutta abbandonar la terra.
Nel cerchio de la luna a menar t’aggio,
che dei pianeti a noi più prossima erra,
perché la medicina che può saggio
rendere Orlando, là dentro si serra.
Come la luna questa notte sia
sopra noi giunta, ci porremo in via.

When the Sun dies (solar eclipse in 1999)

Melancholy #2

Dedicated To The Moon #4

Dedicated To The Moon #1

Dedicated To The Moon #2

Dedicated To The Moon #3

Lights  and Moonshadows

Poteva mancare oggi – 20 luglio 2009 – la luna lungo Guatan Tavara?

Il più bel simbolo per chi nulla tema della follia

l’unico spicchio di mondo che riesci a guardare quando sei da solo

Alone #1

Alone #2

Spicchio

Tre quarti

Muh-lui-kun-Ne-tuk, il fiume che fluisce in entrambi i sensi

Posted in I nostri viaggi, Strade inventate, USA con i tag , , , , on Giugno 24, 2009 by guatantavara

Può un fiume scorrere in entrambi i sensi?
Può una vita essere uguale e contraria a se stessa?

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Il Muh-lui-kun-Ne-tuk è come una vita che scorre contro se stessa

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E’ come se gettassi dentro una vita un sogno e lo ritrovassi dall’altra parte – uguale e contrario – diventato realtà

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e ti chiedi dov’era questo sogno ieri, quando guardavi avanti e vedevi solo la vita che ti scorreva contro

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e se provi ad entrarci dentro, al Muh-he-kun-ne-tuk come alla vita che ti corre incontro, capisci che vedere chi ti scorre contro è più facile che vedere chi ti scorre accanto per davvero

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Muh-lui-kun-Ne-tuk è il fiume che vorresti essere tu, uguale e diverso a seconda delle maree dell’anima, Ba in cui ti immergi essendo tu stesso corrente e ostacolo, dubbio perenne con quell’unica certezza infinitesima

Hyper(ir)reality #3

Ti si apre davanti come fosse mare, e mare a un certo punto diventa, attraente e inavvicinabile, come tutti i mari, come tutti gli amori che scorrono tra le vite perdute

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A starci dentro, al Muh-lui-kun-Ne-tuk, ti fa pensare a qual è il verso giusto della vita

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ti fa sembrare l’ultimo mohicano preda dell’eresia del sentirsi libero

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sballottato nella piroga fatta delle tue fragilità, tenuta su da un unico sorriso, sospinta del respiro di chi ti passa di volta in volta accanto

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come fossi lì, in quel fiume e in quella corrente, per l’ultimo appuntamento col tuo amato nessuno, prima di partire per sempre

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e a restare solo non sarai tu

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ma chi ti ha lasciato andare via

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sapendo che eri lì, pronto a restare

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Muh-lui-kun-ne-tuk era il nome che i Mohicani davano all’Hudson. Lo chiamavano così, fiume che fluisce in entrambi i sensi, perché d’inverno, a causa delle maree, il ghiaccio che si forma regolarmente per le temperature rigide si muove alternativamente verso sud o verso nord a seconda del verso di movimento delle maree.

A un passo dall’impossibile

Posted in Guatan Tavara, Strade inventate on Giugno 12, 2009 by guatantavara

Lungo Guatan Tavara capita di rado di vedere un punto di arrivo, impossibile misurare quanti passi mancano alla felicità, scorgere con esattezza quello che c’è a un passo da noi. Al contrario, nell’interminabile cammino che Guatan Tavara ha offerto a Kun’as, costellato di incontri e smarrimenti, ogni passo ha senso solo se si lega al precedente o se si è in attesa del successivo, e molte volte la sequenza di passi forma silenziose vie di canti interiori, allungate piste del sogno dentro notti insonni.
E’ come se una verità nata per dilatarsi a dismisura si ritrovasse compressa nel punto nero di una rinuncia. Eppure, mentre si perdeva sulle tracce di Càndor, o si rifocillava nutrito dal respiro di Darisè, o lasciava ammaliare dal soffio del vento di Thaaa, rapire dai racconti che Tigerio gli faceva dei soli perduti di Allein, quello che Kun’as non disse mai a nessuno fu che una volta, un giorno di un altro tempo e in un altro luogo, era arrivato ad un passo dall’impossibile. E quel giorno Kun’as avrebbe potuto fermare perfino le ombre.

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Inutile dire che trovo questo brano di Elisa bellissimo

Le strade degli amori che portano altrove

Posted in Strade inventate con i tag , , on Maggio 17, 2009 by guatantavara

Ci sono amori imprevisti, minuscoli fiori di campo visibili a stento sul ciglio di strade che portano altrove. fioridicampo Fioriscono in luoghi inaccessibili, tra le pieghe nascoste della vita, dove mai si andrebbe a cercarli. Come le eriche selvatiche di Quiberon o Cap Frehel Cap Frehel #01 si attaccano alle coste impervie dell’anima, ricoprono la roccia dura dei cattivi pensieri e resistono a mareggiate e illusioni.
Se solo riusciamo a raggiungerli.

Ci sono amori regalati, facili e leggeri, sempre uguali. Dondolano delicati come papaveri su fragili steli, così esili da non reggere il vento della dimenticanza. #9 - ...e papaveri che strappano la vita al cemento

Si confondono controluce, sospesi tra campi di girasoli a Aigues Mortes e l’estate che sembra non finire mai. Provence 01 In autunno svaniscono, come mai esistiti.

Ci sono, al contrario, amori rubati, strappati all’abitudine, obbligati dalla fame del cuore, avide cleptomanie nella noia. Sono come tulipani bellissimi, fioriti nelle terre rubate al mare dai Polder. Che prima o poi il mare si riprenderà. 090501_073 Ci sono amori artificiali. Fiori fuori stagione, coltivati in serre domestiche, calcomanie di esoticità casalinga. Crediamo di salpare per loro verso terre avventurose, mentre ce ne stiamo al sicuro a inventare storie di carta velina.
fioriinventati Complicati origami sgualciti fino al tormento. Si perdono come versi in punta di penna, o i ricordi nel vino. sogno Perché mai noi, Salgari dell’innamoramento, la raggiungeremo davvero la serra sperduta di Boa Viagem.

C’è poi l’amore bonsai. Nato per essere libero, robusto, millenario e costretto a essere piccolo, delicato, da maneggiare con cura, tenere al riparo da venti e tormenti. Altrimenti ti muore tra le mani. Anche se è l’albero che più ami.
Io ne ho avuto uno. L’ho scovato lungo coste selvagge, rubato a terre mai emerse, avuto in dono da una serra rarissima. Abitata da un unico fiore.

Flowers on Black. Study Nr. 4

L’alfa e l’omega (Il mio cammino cercando dove comincia il mondo)

Posted in Strade inventate con i tag , , on Aprile 18, 2009 by guatantavara

Dove comincia il mondo?

Il mio cammino è iniziato nel punto esatto dove l’alfa

Alpha and Omega - 80214

incontra l’omega

Tribute to the Mountain #2: Sinai

e si è perso e ritrovato nell’infinità numerabile di parole dette e mai ascoltate. Fatiche come ci fossero creature da inventare e mondi da creare

Creation

nell’inutilità di un mondo calpestato, racimolato tra i passi di uno sconosciuto mare d’inverno

Off season beach N° 1

Io, che ho visto l’acqua fermarsi per l’incantesimo della montagna,

The sound of water: Silence

che ho resistito al silenzio capovolto della notte inesistente

Towards Nordkapp - 03

ho camminato in bilico sul ciglio della vita

Sahara 07

come mi fossi perso per sempre
ad ascoltare l’urlo di luoghi più inaccessibili delle menti

The sound of water: Yell

sorprendendo l’altro me stesso ad ascoltare l’assolo di una goccia

The sound of water: Solo

a riposarsi al crepuscolo di un concerto senza spartito

Viola, Contrabas, Cora and Sunset 0038

Io, che ho seguito orme che si perdono nel tempo

Spiagge 050803 0032

che ho cercato di riposarmi dal viaggio guerriero,

Off season beach N° 3

che faccio contro la stanchezza della mia anima migrante

The hermit

una sola sosta ho compiuto, sull’isola di Thaaa,

Lago Maggiore 01

dove vacillano amori senza ragione, dove un attimo di follia è per sempre saggezza.

Lago Maggiore Isole Borromee

Io, che ho rubato il segreto al vento e ho restituito volteggi al cielo,

Twirling around in the sky

mi sono risvegliato ghiacciato per un sogno di troppo,
fino a planare esausto su pianure di nevi perenni e di abbandoni

Hasenhorl 1407

In questo viaggio di dentro, verso paesaggi interni, che faccio tra il levante delle speranze e l’altrove di amarezze

Inner Landscape #03

ho varcato la linea di un luogo che non sapevo

Inner Landscape #05

dove il mio cammino si è fatto incantamento

Enchantment

e non ho più saputo dove andare, se non su prati filtrati dalle luci di un amore consumato lentamente,

Inner Landscape #06

fatto affogare nell’ombra liquorosa di un rimpianto

Inner Landscape #10

e sono tornato indietro

Coming back to reality #3

e mi ritrovo qui, ad aspettare che ricominci il mondo.
A scoprire dietro quale curva si nasconde il giorno quando inizia

Sunset Rail

In quale crepa della madre terra si nasconde l’anima

Forlorn World #3

Le delicate vie delle anime fragili

Posted in Strade inventate con i tag on Marzo 20, 2009 by guatantavara

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Le delicate vie delle anime fragili sono un luogo che nessuno conosce oltre te. Stanno in qualche parte del mondo nascosta dentro di noi. Come tracce di un cammino segreto.

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Le anime fragili si toccano l’una con l’altra come esili piante nel vento

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si nascondono lungo la delicata via della non apparenza

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Le anime fragili si mostrano solo lungo la delicata via dell’assenza,
si riconoscono solo al tatto di una carezza leggera

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si piegano dolci senza spezzarsi, lungo la delicata via dello starsi vicino

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Le anime fragili cedono solo al respiro leggero della dimenticanza

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resistono solo al sussurro di un sogno avverato

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si confondono dentro il rumore che i ricordi fanno nel cuore

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Le anime fragili si trovano senza cercarsi, si perdono senza smarrirsi, si toccano senza ferirsi

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Le delicate vie delle anime fragili si intrecciano come fruscii che se ne vanno nel vento

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Le anime fragili sono lì, lungo la loro via delicata, da sempre. In attesa di te.

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Le delicate vie delle anime fragili sono un luogo che solo tu sai dov’è. E resta per sempre segreto.

Le strade dove nascono gli incantesimi

Posted in Europa, Guatan Tavara, I nostri viaggi, Strade inventate con i tag , , , , , , , , , , , , on Febbraio 9, 2009 by guatantavara

Arrivare in Bretagna è come liberarsi dal peso del mondo e volare dentro una favola.
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E’ come cercare un tempo che non esiste.

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Luoghi del pensiero che vedi volteggiare nell’aria, liberi come i gabbiani irridenti a Pointe du Raz.

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La Bretagna è confondersi nei colori pastello di Cap Frehel.

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Le strade dove nascono gli incanti le vedi dall’alto della collina di Menez Hom
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si insinuano nelle anse del mare, blu come l’orizzonte, dietro Pointe de Penhir

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Nascoste nella nebbia assieme  a Mago Merlino, nella calma di Pointe de Penmarc’h

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Aspettano che salga la marea sotto Dinard

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Di fronte, misteriosa come la fortezza impenetrabile dell’anima della Dama del Lago, punta verso il cielo la guglia di Saint Malo

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Fino a perdersi a Saint-Michel. Dove si arriva da tempi contrapposti. Chi si sorprende di averla trovata, la strada dell’incantesimo, come partito da un luogo in cui tutto doveva ancora avvenire,

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dove sarebbe stato impossibile incontrarla e per questo tornato indietro, dove non si è mai stati, indietro fino a dove aveva avuto inizio la sua assenza, e più indietro ancora, fino al luogo dove sorgono gli incanti e si piegano alla volontà i pensieri, dove, spietate, prendono forma le infatuazioni.

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e chi, proiettato fin lì da un passato di amori sciupati, a riprendere un cammino interrotto,

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essere lì è come essere giunti in un luogo che ancora non esiste, dove pure si è già tante volte stati,

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là dove sfumano in nebbia le lusinghe, là dove tutto è disincanto, dove non si addomesticano più i sogni, dove le infatuazioni si liquefanno,

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e ancora più avanti, fino ad afferrare – come tanti – anche questo incontro, tagliargli le ali, metterlo in gabbia, fino a richiudersi muti a difesa di sé.

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E trovarsi lì, per quella oscura seduzione che ognuno cerca in sé e non trova in altri. Incontrarsi nell’unico luogo ammesso.

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e ritrovare Guatan Tavara più in là, dove gli incantesimi finiscono per sempre

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Callejón Soledad

Posted in Guatan Tavara, Piccoli ricordi di strada, Strade inventate con i tag on Dicembre 30, 2008 by guatantavara

Guatan Tavara chiude l’anno con un salto tra le strade di coloro che non hanno mani da stringere lungo il cammino. Non è una deviazione ma una tappa obbligata, non è un momento di tristezza ma di lucidità, non è dedicata a nessuno, essendo dedicata a tutti. E la Guatan Tavara che l’attraversa potrebbe essere dedicata, casomai, a chi non la potrà mai leggere.

E’ la strada delle nostre solitudini. Perché dentro la solitudine c’è il sole? In spagnolo suona meravigliosamente…  soledad… sembra il nome di una creatura mora, dagli occhi enormi con dentro il mondo. Perché dentro la solitudine c’è sempre tutto il mondo.

Passando per Callejón Soledad sembra di entrare in un luogo dove il tempo siamo solo noi.

E invece del sole ci puoi spesso trovare la nebbia. Soffice come si chiamasse  Loneliness Alley

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o ci si trovasse sperduti di fronte a noi stessi come nella piana davanti Ashepsut

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Lungo Allée Solitude non si parla mai, si ascolta il suono del mondo, si guarda lontano eppure non si vede molto più in là di se stessi, spesso non si vede neanche quello… e non c’è bisogno di essere soli per davvero…

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Si può stare in mezzo a tanti, nel Vicolo della Solitudine, come pure essere davanti all’infinito del nostro passato, magari solitudini-soledad-loneliness-solitude-3 guardando per terra.

O solo aspettare di riprendere la strada

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Passarci e ripassarci cento volte, lungo i selciati umidi e bagnati delle nostre Venezie di smemorati

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i pensieri che si frangono sulle scogliere di arcipelaghi tirrenici, in attesa di… in attesa e basta.

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Seguire le orme di domande inesprimibili..

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pronti a tornare sui nostri passi senza aver avuto risposte, anzi senza nemmeno averla formulata la domanda…

Ma questa è un’altra storia, che continuerà l’anno prossimo…

Che spero sarà per tutti voi come lo vorrete far essere.