Arrivare in Bretagna è come liberarsi dal peso del mondo e volare dentro una favola.

E’ come cercare un tempo che non esiste.

Luoghi del pensiero che vedi volteggiare nell’aria, liberi come i gabbiani irridenti a Pointe du Raz.


La Bretagna è confondersi nei colori pastello di Cap Frehel.


Le strade dove nascono gli incanti le vedi dall’alto della collina di Menez Hom

si insinuano nelle anse del mare, blu come l’orizzonte, dietro Pointe de Penhir

Nascoste nella nebbia assieme a Mago Merlino, nella calma di Pointe de Penmarc’h



Aspettano che salga la marea sotto Dinard

Di fronte, misteriosa come la fortezza impenetrabile dell’anima della Dama del Lago, punta verso il cielo la guglia di Saint Malo

Fino a perdersi a Saint-Michel. Dove si arriva da tempi contrapposti. Chi si sorprende di averla trovata, la strada dell’incantesimo, come partito da un luogo in cui tutto doveva ancora avvenire,

dove sarebbe stato impossibile incontrarla e per questo tornato indietro, dove non si è mai stati, indietro fino a dove aveva avuto inizio la sua assenza, e più indietro ancora, fino al luogo dove sorgono gli incanti e si piegano alla volontà i pensieri, dove, spietate, prendono forma le infatuazioni.

e chi, proiettato fin lì da un passato di amori sciupati, a riprendere un cammino interrotto,

essere lì è come essere giunti in un luogo che ancora non esiste, dove pure si è già tante volte stati,

là dove sfumano in nebbia le lusinghe, là dove tutto è disincanto, dove non si addomesticano più i sogni, dove le infatuazioni si liquefanno,

e ancora più avanti, fino ad afferrare – come tanti – anche questo incontro, tagliargli le ali, metterlo in gabbia, fino a richiudersi muti a difesa di sé.

E trovarsi lì, per quella oscura seduzione che ognuno cerca in sé e non trova in altri. Incontrarsi nell’unico luogo ammesso.

e ritrovare Guatan Tavara più in là, dove gli incantesimi finiscono per sempre

