Archivio per la Categoria Piccoli ricordi di strada

Callejón Soledad

Posted in Guatan Tavara, Piccoli ricordi di strada, Strade inventate con i tag on Dicembre 30, 2008 by guatantavara

Guatan Tavara chiude l’anno con un salto tra le strade di coloro che non hanno mani da stringere lungo il cammino. Non è una deviazione ma una tappa obbligata, non è un momento di tristezza ma di lucidità, non è dedicata a nessuno, essendo dedicata a tutti. E la Guatan Tavara che l’attraversa potrebbe essere dedicata, casomai, a chi non la potrà mai leggere.

E’ la strada delle nostre solitudini. Perché dentro la solitudine c’è il sole? In spagnolo suona meravigliosamente…  soledad… sembra il nome di una creatura mora, dagli occhi enormi con dentro il mondo. Perché dentro la solitudine c’è sempre tutto il mondo.

Passando per Callejón Soledad sembra di entrare in un luogo dove il tempo siamo solo noi.

E invece del sole ci puoi spesso trovare la nebbia. Soffice come si chiamasse  Loneliness Alley

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o ci si trovasse sperduti di fronte a noi stessi come nella piana davanti Ashepsut

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Lungo Allée Solitude non si parla mai, si ascolta il suono del mondo, si guarda lontano eppure non si vede molto più in là di se stessi, spesso non si vede neanche quello… e non c’è bisogno di essere soli per davvero…

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Si può stare in mezzo a tanti, nel Vicolo della Solitudine, come pure essere davanti all’infinito del nostro passato, magari solitudini-soledad-loneliness-solitude-3 guardando per terra.

O solo aspettare di riprendere la strada

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Passarci e ripassarci cento volte, lungo i selciati umidi e bagnati delle nostre Venezie di smemorati

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i pensieri che si frangono sulle scogliere di arcipelaghi tirrenici, in attesa di… in attesa e basta.

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.

Seguire le orme di domande inesprimibili..

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pronti a tornare sui nostri passi senza aver avuto risposte, anzi senza nemmeno averla formulata la domanda…

Ma questa è un’altra storia, che continuerà l’anno prossimo…

Che spero sarà per tutti voi come lo vorrete far essere.

Via della Scala

Posted in Piccoli ricordi di strada, Strade da cantare, Strade interrotte con i tag , on Settembre 19, 2008 by guatantavara

Mi suona strano pensare che non la canterai più.
A me che cantandola mi faceva stare di quella tristezza felice che ero un po’ triste e un po’ felice.
Un po’ come Michel di Lolli, sarà un caso che si parla di amicizia, ricordi e sogni? Sarà un caso che si parla di strade interrotte?
Che ti arrivi il mio ciao mentre la canti agli angeli (o ai diavoli?)

Strade che attraversano l’anima

Posted in Le nostre strade, Piccoli ricordi di strada, Strade inventate con i tag , , , on Giugno 24, 2008 by guatantavara

Se il fiume mi dà l’idea di una strada che attraversa il tempo, c’è un posto che a passarci dentro sembra come attraversare l’anima.

Sarà perché lo scricchiolio delle foglie secche sotto ai piedi mi fa pensare alla fragilità di tanti pensieri.

Sarà perché l’addentrarsi nel labirinto di cammini oltre i quali vedi solo per pochi passi è la stessa sfida che fanno i pensieri al sogno.

O forse perché il passaggio improvviso dall’accecante luce della strada alle ombre dei sentieri nascosti tra alberi e cespugli mi sembra l’insidia che si cela dentro le nostre menti.

Parlo del bosco. Del bosco d’autunno e di quello a primavera.

Parlo di un luogo prevalentemente scuro eppure luminoso, come solo l’anima sa essere allo stesso tempo, pieno di contrasti eppure rassicurante.

Là dove l’intreccio delle ragnatele riesce a catturare e proteggere persino le foglie cadenti.

E’ nel bosco che il silenzio dei passi sull’erba è come un pensiero leggero dopo mille fatiche.

E il bosco è il luogo dove muoiono le foglie. Appese alla vita come noi… sugli alberi d’inverno.

venate di sole in controluce, come noi dei ricordi

a camminare chini per non urtare il silenzio dei sentieri.

Fino a scoprirla la vita…a forma di farfalla.

Strade blu, quasi scolorite, praticamente grigie

Posted in I nostri viaggi, Piccoli ricordi di strada, Strade inventate con i tag on Maggio 29, 2008 by guatantavara

Quando prendo una strada blu,  una di quelle strade secondarie, che quando passa una macchina la senti arrivare da lontano, come fossi un apache con l’orecchio appoggiato sulla prateria,  quando prendo una strada blu mi piace stare in silenzio, senza nemmeno la musica dell’autoradio.

Le strade blu sono un moltiplicatore dell’anima.  Accrescono lo stare bene o il malumore, a seconda di come si sta. Le strade blu sono la verità del cuore. Non puoi mentire alle strade di seconda mano, quando le incontri.

 

Quando il blu si scolorisce   mi piace che anche il mondo se ne stia in silenzio. Come adesso, che il mondo mi si scolorisce addosso per un nonnulla.  Così   me ne sto in silenzio, lungo le mie strade blu, quasi scolorite. Praticamente grigie. 

 

 

 Aspettando di sentire il rumore della prossima macchina.

Le strade di Marguerite…

Posted in Le nostre strade, Piccoli ricordi di strada con i tag , , , , , , on Aprile 30, 2008 by guatantavara

Marguerite mi ha mandato questa. Senza dire altro. Penso che volesse metterla qui dentro. E allora ce la metto io. Poi ho saputo in quale luogo sperduto è, Albania, come si chiama la città, Berat, e come viene chiamata… città dalle mille finestre.

Così questo diventa il luogo delle vostre strade.
Degli angoli di mondo su cui avete camminato.
Mi piace l’idea che possano essere strade blu,
fuori dai tragitti comuni,
stradine che nessuno oltre voi conosce,

piccoli sentieri di un paese senza nome,
cammini che forse non sappiamo nemmeno dove vanno,
che si assomigliano tra loro come fossero lo stesso luogo lo stesso tempo,
ma ci potessero portare ovunque e per sempre.

Chi vuole può scrivermi a stedef12@gmail.com, mandarmi la sua stradina, trovata in qualche angolo di mondo, descriverla, se vuole, dirci quando e dove, altrimenti non dire niente. O mettere qui sotto un commento con un piccolo racconto di strada.

E lasciare che siano loro a parlare per noi.

Io aggiungo questa. Una stradina del sud chissaquale.

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Carlo mi ha mandato questa bellissima cosa… “la via Francigena verso Monteriggioni in una bellissima camminata solitaria”

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Questo è il racconto di una strada di Bob:
“Milano, una di quelle stradine tranquille dietro piazza della scala. Diversi anni fa. Mi piace molto passeggiare da quelle parti – io, romano che ama Milano – perchè c’è un’atmosfera rarefatta, completamente diversa da quella che si respira appena girato l’angolo verso la piazza. Camminavo guardandomi intorno e alzando il naso verso il cielo quando il mio sguardo – tornato ad altezza uomo – incrocia Indro Montanelli. Idee politiche a parte, gli sorrido, denunciando tutta la mia ammirazione e lui risponde al mio saluto con un sorriso e un cordialissimo buongiorno. Quelle stradine – per me – ogni volta che passo portano il segno di quell’incontro.”

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E finalmente ecco Mostar. … in attesa che a Bruce capiti un week end piovoso… ha fatto prima Heath

E per essere sicura, ne ha mandate tre…

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Roberto, di ritorno dal suo viaggio di lavoro in Iran e Ghana, ci ha portato alcune bellissime tracce di strade. Sono di luoghi fuori moda, ma pieni di fascino, specie perché fatte al di fuori dei circuiti turistici…

…trovo questa immagine molto bella. Teheran è proprio come te la aspetti, strade sterrate e grattacieli, smog e polvere…


è bello che sembra che ci siamo dentro anche noi nelle strade di Teheran di Roberto

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Anche le strade di Accra sono proprio come te le immagini.


Perchè in fondo sembrano tutte uguali le grandi città dell’Africa

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… e stavolta, l’instancabile, inarrestabile, vulcanico Roberto ci fa fare un giro tra le piogge di Varsavia e il caldo di Dubai. Il salto non è indifferente ma, da quanto so, non ci sarà nemmno tempo di fermarcisi un po’, né nel lucido pavé di Varsavia…

e nemmeno nella notte

arabica di Dubai

… perché a breve… chissà dove ci porteranno le strade agitate di Roberto…

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Le strade di tutti (piccola elegia sulla strada)

Posted in Le nostre strade, Piccoli ricordi di strada, Strade da raccontare con i tag , , on Aprile 4, 2008 by guatantavara

Questo articolo è il complemento a uno del precedente. Tanto quello è personale (forse troppo per un blog pubblico) quanto questo è collettivo (forse troppo pure questo per un blog personale) e insieme ci riportano alla strada come luogo privilegiato di incontro e di ri-conoscimento, ma anche di solitudine e nuovi gradi di conoscenza.

Lungo le strade della nostra vita ci sono luoghi che nessuno vede e momenti che nessuno vive oltre noi, ma ci sono anche spazi e tempi di tutti anche se non ci abbiamo mai messo piede. Lungo le strade ci sono i ricordi nostri e la memoria di tutti.

Spesso si tratta di grandi piazze, ma alle volte anche vicoli stretti e bui…

Così, la piazza più piazza di tutte è Piazza Fontana, la via Via Fani, l’Autostrada la A29… svincolo per Capaci. Piazza Fontana fu tutt’uno col risvegliarsi cercando qualcuno di più grande vicino che ci potesse proteggere e non riuscire a prendere sonno, via Fani fu lo sguardo interdetto di chi chiede a che serve? a chi serve? Capaci ci fece aprire la bocca per urlare basta! ma poi Via D’Amelio strozzò l’urlo e ci richiuse nell’autismo dell’impotenza.

E poi Piazza della Loggia, la stazione di Bologna, neanche la strada ferrata si salva.

Le piazze della libertà, della repressione e della riscossa del mondo… Piazza Tienanmen, Piazza San Venceslao, Plaza de Mayo. La Porta di Brandeburgo. Sono piazze di tutti anche se non ci siamo mai stati.

Le strade e luoghi della cronaca nera e di altre miserie umane. Il Tempio della Pace – dietro Piazza Navona – l’angolo buio dove dettero fuoco ad Ahmed. Lo spiazzo in aperta campagna a Vermicino. Via Poma.

Ma non tutte le memorie sono così brutte.

Ci sono le strade che abbiamo letto… via Merulana, Quai des Orfèvres, Rue Morgue. La via Paal. Le vite di strada dei libri di Pasolini.

Le strade dell’arte… 5th Avenue, Via Margutta, Carnaby Street.

Le strade e le piazze che ci fanno vedere ogni volta a capodanno, ma che sono belle anche a vederle dal vero… Time Square, Trafalgar Square,Champs Elisées.

E anche stavolta la storia può continuare…

Piccoli ricordi di strada

Posted in Le nostre strade, Piccoli ricordi di strada, Strade da raccontare con i tag , , , on Febbraio 28, 2008 by guatantavara

La prima strada che ricordo è una che nemmeno ero nato… e che non ho mai visto se non di sfuggita. Me ne parlava mia madre quando ero piccolo. Era la via dove abitavano i miei prima che nascessi io… Via dell’Umiltà si chiamava, e mi è sempre rimasta impressa per il bellissimo nome che ha… Ovvero, da piccolo non mi sembrava molto bello, e la confondevo, a turno, con tutte le vie a U… Via dell’Umidità, Via dell’Umanità, Via dell’Unità. La immaginavo come una strada alta e stretta e scura, piena, appunto, di umidità e la vedevo attraversata da gente allampanata, scura, con l’ombrello aperto, come i personaggi del Signor Bonaventura. Eppure, così nel centro centro di Roma dove sta, mi attraeva e mi sarebbe sempre piaciuto andarci a vivere. Tanto, pensavo, poi l’umidità la posso asciugare.Così, diventato grande, le strade mi sono continuate a piacere solo per i nomi che hanno… ce ne sono alcuni magici… Piazzetta del Bel Respiro, Via dei Cessati Spiriti, la stupenda Via di Ponte Malnome… che chissà che nome doveva avere davvero. E poi i nomi latini… Vicolo in Publicolis…. e poi…