Guatan Tavara chiude l’anno con un salto tra le strade di coloro che non hanno mani da stringere lungo il cammino. Non è una deviazione ma una tappa obbligata, non è un momento di tristezza ma di lucidità, non è dedicata a nessuno, essendo dedicata a tutti. E la Guatan Tavara che l’attraversa potrebbe essere dedicata, casomai, a chi non la potrà mai leggere.
E’ la strada delle nostre solitudini. Perché dentro la solitudine c’è il sole? In spagnolo suona meravigliosamente… soledad… sembra il nome di una creatura mora, dagli occhi enormi con dentro il mondo. Perché dentro la solitudine c’è sempre tutto il mondo.
Passando per Callejón Soledad sembra di entrare in un luogo dove il tempo siamo solo noi.
E invece del sole ci puoi spesso trovare la nebbia. Soffice come si chiamasse Loneliness Alley

o ci si trovasse sperduti di fronte a noi stessi come nella piana davanti Ashepsut

Lungo Allée Solitude non si parla mai, si ascolta il suono del mondo, si guarda lontano eppure non si vede molto più in là di se stessi, spesso non si vede neanche quello… e non c’è bisogno di essere soli per davvero…

Si può stare in mezzo a tanti, nel Vicolo della Solitudine, come pure essere davanti all’infinito del nostro passato, magari
guardando per terra.
O solo aspettare di riprendere la strada

Passarci e ripassarci cento volte, lungo i selciati umidi e bagnati delle nostre Venezie di smemorati

i pensieri che si frangono sulle scogliere di arcipelaghi tirrenici, in attesa di… in attesa e basta.

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Seguire le orme di domande inesprimibili..

pronti a tornare sui nostri passi senza aver avuto risposte, anzi senza nemmeno averla formulata la domanda…
Ma questa è un’altra storia, che continuerà l’anno prossimo…
Che spero sarà per tutti voi come lo vorrete far essere.





































