Lungo le strade dei Guanci – Capitolo 10 – Camminando in Santa Cruz de Tenerife
Qui termina il lungo viaggio sulle strade dei Guanci.
Termina dov’era iniziato, a Santa Cruz de Tenerife,
dopo aver raccolto per strada i sassolini di memoria
come fossimo un Pollicino di passaggio.
Capitolo 10 – Camminando in Santa Cruz de Tenerife
Sembra di essere in un luogo doppio, a Santa Cruz de Tenerife,
distribuito tra un tempo antico e un’era nuova,
sempre colorato dei colori del nostro sguardo
Semplice come un disegno fatto dai bambini

Come se un muro dopo l’altro il tempo se ne andasse via
Maschio e femmina, Yin e Yang, notte e giorno
Pixel giganteschi che sembrano rendere il nostro cammino una Seconda Vita,
virtuale o materiale, come la si vuole vivere
Scoprendo accessi che portano a luoghi dove nessuno di noi potrà mai entrare,
ma che sono loro a entrare dentro di noi,
al confine tra il sentiero dello sguardo e il bosco della fantasia
Fino a indovinare tutti i generi di rosso che si possono colorare
o i pastelli irripetibili che non emettono suoni
e ci sussurrano parole di vita dentro l’anima
tasselli di edifici che si compongono riflettendo il tempo
E come tutti i viaggi anche questo finisce con un addio.
Finisce con un addio,
perché in ogni addio seminiamo un po’ della nostra anima.
Quella che abbiamo costruito nel viaggio,
raccogliendo frammenti di memorie,
ricordi e souvenir del tempo.
A tutti i visitatori di questo viaggio:
Partire è un po’ morire
rispetto a ciò che si ama
poiché lasciamo un po’ di noi stessi
in ogni luogo ad ogni istante.
E’ un dolore sottile e definitivo
come l’ultimo verso di un poema…
Partire è un po’ morire
rispetto a ciò che si ama.
Si parte come per gioco
prima del viaggio estremo
e in ogni addio seminiamo
un po’ della nostra anima
(Rondel de l’adieu, Edmond Haracourt)









