Muh-lui-kun-Ne-tuk, il fiume che fluisce in entrambi i sensi
Può un fiume scorrere in entrambi i sensi?
Può una vita essere uguale e contraria a se stessa?
Il Muh-lui-kun-Ne-tuk è come una vita che scorre contro se stessa

E’ come se gettassi dentro una vita un sogno e lo ritrovassi dall’altra parte – uguale e contrario – diventato realtà

e ti chiedi dov’era questo sogno ieri, quando guardavi avanti e vedevi solo la vita che ti scorreva contro

e se provi ad entrarci dentro, al Muh-he-kun-ne-tuk come alla vita che ti corre incontro, capisci che vedere chi ti scorre contro è più facile che vedere chi ti scorre accanto per davvero

Muh-lui-kun-Ne-tuk è il fiume che vorresti essere tu, uguale e diverso a seconda delle maree dell’anima, Ba in cui ti immergi essendo tu stesso corrente e ostacolo, dubbio perenne con quell’unica certezza infinitesima
Ti si apre davanti come fosse mare, e mare a un certo punto diventa, attraente e inavvicinabile, come tutti i mari, come tutti gli amori che scorrono tra le vite perdute

A starci dentro, al Muh-lui-kun-Ne-tuk, ti fa pensare a qual è il verso giusto della vita

ti fa sembrare l’ultimo mohicano preda dell’eresia del sentirsi libero

sballottato nella piroga fatta delle tue fragilità, tenuta su da un unico sorriso, sospinta del respiro di chi ti passa di volta in volta accanto

come fossi lì, in quel fiume e in quella corrente, per l’ultimo appuntamento col tuo amato nessuno, prima di partire per sempre

e a restare solo non sarai tu

ma chi ti ha lasciato andare via

sapendo che eri lì, pronto a restare

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Muh-lui-kun-ne-tuk era il nome che i Mohicani davano all’Hudson. Lo chiamavano così, fiume che fluisce in entrambi i sensi, perché d’inverno, a causa delle maree, il ghiaccio che si forma regolarmente per le temperature rigide si muove alternativamente verso sud o verso nord a seconda del verso di movimento delle maree.


Agosto 18, 2009 a 9:12 am
e’ bello. Chi scrive? Lo so, in fondo chi scrive si vede dagli scritti quindi la mia e’ una domanda stupida.