A un passo dall’impossibile

Lungo Guatan Tavara capita di rado di vedere un punto di arrivo, impossibile misurare quanti passi mancano alla felicità, scorgere con esattezza quello che c’è a un passo da noi. Al contrario, nell’interminabile cammino che Guatan Tavara ha offerto a Kun’as, costellato di incontri e smarrimenti, ogni passo ha senso solo se si lega al precedente o se si è in attesa del successivo, e molte volte la sequenza di passi forma silenziose vie di canti interiori, allungate piste del sogno dentro notti insonni.
E’ come se una verità nata per dilatarsi a dismisura si ritrovasse compressa nel punto nero di una rinuncia. Eppure, mentre si perdeva sulle tracce di Càndor, o si rifocillava nutrito dal respiro di Darisè, o lasciava ammaliare dal soffio del vento di Thaaa, rapire dai racconti che Tigerio gli faceva dei soli perduti di Allein, quello che Kun’as non disse mai a nessuno fu che una volta, un giorno di un altro tempo e in un altro luogo, era arrivato ad un passo dall’impossibile. E quel giorno Kun’as avrebbe potuto fermare perfino le ombre.

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Inutile dire che trovo questo brano di Elisa bellissimo

Una Risposta a “A un passo dall’impossibile”

  1. A un passo dall’impossibile…..argomento noto…eheheheheh.
    Condivido il tuo apprezzamento per questo brano della mia conterranea.
    Ti suggerisco anche “Gli ostacoli del cuore”. Parla di un viaggio importante. E dei compagni di viaggio che scegliamo e che abbandoniamo. E delle cose che non potranno mai sapere di noi.
    Ma anche del fatto che un posto per loro ci sarà sempre.
    Mandi.

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