Anime migranti
Ci sono bellezze che oscurano anche la mia ineguagliabile vanità.
Versi davanti ai quali, come posto davanti al bivio fra trapassati futuri e futuri stra-passati, non riesco nemmeno a decidere se vorrei averli scritti io o dedicarli al volo silenzioso delle anime migranti.
Come fossimo alzavole che disseminano di nonnulla le strade di continue migrazioni, rari alberi, ciuffi d’ombra nel deserto, isole su cui fermarsi a riposare nel loro viaggio interminabile, fino alla scogliera selvaggia su cui, tra mille, cercano il ricordo dell’anno prima e ne riescono ad amare persino l’assenza.
Insomma, ecco, la strada più bella può essere piena di vive inesistenze… quindi rifatevi della bocca amara, del sangue amaro, delle amarezze e di tutto quanto avete di amaro (tranne la cioccolata) con questo Montale…
Accade
che le affinità d’anima non giungano
ai gesti e alle parole ma rimangano
effuse come un magnetismo. È raro
ma accade.
Può darsi
che sia vera soltanto la lontananza,
vero l’oblio, vera la foglia secca
più del fresco germoglio. Tanto e altro
può darsi o dirsi.
Comprendo
la tua caparbia volontà di essere sempre assente
perchè solo così si manifesta
la tua magia. Innumeri le astuzie
che intendo.
Insisto
nel ricercarti nel fuscello e mai
nell’albero spiegato, mai nel pieno, sempre
nel vuoto: in quello che anche al trapano
resiste.
Era o non era
la volontà dei numi che presidiano
il tuo lontano focolare, strani
multiformi multanimi animali domestici;
fors’era così come mi pareva
o non era.
Ignoro
se la mia inesistenza appaga il tuo destino,
se la tua colma il mio che ne trabocca,
se l’innocenza è una colpa oppure
si coglie sulla soglia dei tuoi lari. Di me,
di te tutto conosco, tutto
ignoro.
Ottobre 10, 2008 a 8:53 am
Capito qui, a proposito di strade, per quelle che sono le infinite strade di internet e dei blog…
Sempre bello riascoltare il nsotro Montale genovese!
Un saluto a tutti i lettori e bloggers di questo blog!
Andrea